Tanti gli interventi di soccorso del CNSAS nel weekend

Da nord a sud sono stati numerosi gli interventi di soccorso messi in atto dal CNSAS durante il weekend appena trascorso

Un fine settimana molto impegnativo per il Soccorso Alpino (CNSAS) di diverse Regioni. Sia sabato sia domenica sono stati tanti gli interventi dei volontari del CNSAS per escursionisti, alpinisti e ciclisti in difficoltà, infortunati o purtroppo deceduti.

Nella giornata di sabato 7 giugno in Trentino il Soccorso alpino è intervenuto per un alpinista bresciano, di circa 40 anni, volato dalla parete per circa 20 metri mentre scalava una classica via di alpinismo, il Diedro Maestri alle Gole del Limarò nella Valle del Sarca. Nella caduta l'uomo si è procurato diversi poli traumi. Calato fino alla base della parete dal compagno di cordata, che ha poi chiamato i soccorsi, l'alpinista è stato soccorso dal CNSAS e trasportato con l'elisoccorso all'ospedale Santa Chiara.

Sempre nella giornata di sabato, sono intervenute anche le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano per una turista feritasi a viso e gambe mentre scendeva in una delle suggestive calette della Riserva Naturale dello Zingaro, Cala della Disa. Le operazioni di soccorso e recupero sono state velocizzate grazie al trasbordo della donna su un gommone sino ad una caletta più vicina alla strada. Appena sbarcata la donna è stata quindi imbarellata dagli operatori del CNSAS e del 118, coadiuvati dal personale del Corpo Forestale, e trasportata in Ospedale per le cure del caso.

In Lombardia, sabato, un uomo di 45 anni ha perso la vita in località La Corte, nel territorio del comune di Madesimo, nei pressi del Lago d'Emet - Rifugio Bertacchi, a 2000 metri di quota. In compagnia di un amico è scivolato lungo un tratto di sentiero innevato, finendo in un canale ripido che terminava con una cengia. I traumi riportati nella caduta hanno causato la morte. L'allarme è stato dato immediatamente da un altro gruppo di escursionisti, che avevano assistito alla scena. Sul posto è giunta l'eliambulanza del 118 di Sondrio e la Centrale operativa ha allertato le squadre da terra del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), impegnate con cinque tecnici volontari appartenenti alla Stazione di Madesimo; presente anche la Guardia di Finanza.

Diversi gli interventi del CNSAS Veneto nella giornata di sabato. Al termine di una doppia in discesa dalla Torre Venezia, un'alpinista di Pianezze (VI), 46 anni, è scivolata sulla neve per un centinaio di metri ed è finita in un'intercapedine tra la roccia e il ghiaccio. Scattato l'allarme, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino di Agordo. L'infortunata, raggiunta nel frattempo dal compagno di cordata, è stata recuperata con un verricello dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, che ha scavato nella neve un piccolo spiazzo. Trasportata all'ospedale di Belluno, è poi stata trasferita a Treviso con un probabile trauma alla caviglia e cranico-facciale.
Altro intervento delle squadre venete è avvenuto intorno alle 18.30 di sabato quando il 118 è stato allertato per la presenza di un corpo in una vasca del torrente Ardo. A dare l'allarme un quindicenne che lo aveva scorto durante una passeggiata, ma, non potendosi avvicinare per la presenza di un cane che abbaiava, aveva avvisato il padre. Una squadra del Soccorso alpino di Belluno in pochi minuti si è quindi portata sul luogo indicato in località Corontola, tra Sopracroda e Bolzano Bellunese, pensando di trovarsi di fronte una persona in difficoltà. Ma mentre stavano portando fuori dall'acqua il corpo ormai senza vita del giovane, i soccorritori si sono purtroppo accorti che, 30 metri più in basso, nell'acqua si trovava il corpo di una seconda persona, una ragazza. Estratte dalla corrente, le salme sono state portate a riva e ricomposte. I due giovani non avevano documenti con loro e si è dovuti risalire alla loro identità attraverso il microchip del cane. A tarda serata sono stati infine rintracciati i famigliari dei due ragazzi entrambi di Belluno, L.L., 27 anni, e A.O., coetaneo. Imbarellati, i corpi sono stati trasportati dai soccorritori fino a un prato e poi affidati al carro funebre. Si pensa che, cercando di attraversare il torrente, uno dei due sia scivolato e l'altro abbia cercato di aiutarlo. In quel punto la corrente impetuosa non ha dato loro scampo. Erano presenti l'intera Stazione del Soccorso alpino di Belluno, i carabinieri e la polizia.

Domenica 8 giugno invece è stato il turno del Soccorso Alpino del Molise, intervenuto in soccorso di una donna di 56 anni colta da malore mentre stava effettuando un trekking assieme a diversi escursionisti del CAI lungo un sentiero montano nella zona di Rocca Labate nel Comune di Belmonte del Sannio. I suoi compagni hanno contattato il 118 e contestualmente, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) giunto sul posto assieme ad alcuni agenti del Corpo Forestale dello Stato di Agnone e ai Carabinieri della stazione di Capracotta.
L'ambiente particolarmente impervio e la notevole distanza del luogo da un punto raggiungibile mediante la viabilità ordinaria, ha reso impossibile l'intervento diretto del SET 118. Il Soccorso Alpino ha quindi dovuto allertare un elicottero allestito per missioni SAR (search and rescue) dotato di verricello, l'unico modo per portare a termine l'evacuazione del ferito in tempi brevi ed in sicurezza. Non essendo fornito il 118 nella Regione Molise di un aereomobile in grado di espletare tale missione, il CNSAS ha fatto intervenire un elicottero dell'undicesimo reparto volo della Polizia di Stato di Pescara grazie a protocolli di intesa stipulati a livello nazionale che prevedono la chiamata diretta degli aeromobili della Polizia di Stato da parte del Soccorso Alpino.
Giunto sul posto, l'elicottero ha calato il verricello in volo stazionario per evacuare la donna, colta da presunto arresto cardiocircolatorio opportunamente posta su una speciale barella verricellabile. La donna, una volta stabilizzato il quadro clinico, è stata successivamente trasferita d'urgenza all'ospedale di Termoli nel reparto di terapia intensiva.

Sempre domenica, sono stati 4 gli interventi di soccorso del CNSAS Veneto. Il primo intervento è avvenuto nel padovano per una ciclista che, scendendo in mountain bike con altre persone dal monte Fasolo è caduta sbattendo sul suolo. Scattato l'allarme attorno alle 11, la donna è stata velocemente raggiunta da una squadra del Soccorso alpino di Padova, che casualmente si trovava in zona. Cinque soccorritori, dopo averle prestato le prime cure, hanno caricato in barella l'infortunata, con probabili contusioni al bacino e una ferita sul braccio, per poi trasportarla per circa 100 metri di dislivello fino alla strada e lì affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Monselice.
Il secondo intervento è avvenuto sempre in soccorso di un ciclista che, mentre con un'amica scendeva la Val Menera lungo una strada silvo-pastorale, è caduto in avanti e, senza caschetto, ha sbattuto con la testa a terra. Scattato l'allarme attorno alle 13.15, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago. Raggiunto, l'infortunato è stato medicato e recuperato con un verricello, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un probabile lieve trauma cranico. La donna è stata riaccompagnata in jeep dai soccorritori alla propria macchina.
Il terzo intervento è avvenuto per soccorrere due escursionisti che, ingannati dalla neve in Val di Gares hanno perso il sentiero e sono finiti sopra un salto di roccia, incapaci di tornare sui propri passi. Contattato dai due, il 118 ha allertato il personale del Soccorso alpino della Val Biois, che avvicinatosi a piedi, ha individuato con il binocolo il punto in cui gli escursionisti, incolumi, erano incrodati, a circa 1.600 metri di quota. È quindi intervenuta l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore che, sbarcato il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, li ha recuperati utilizzando il verricello, per poi trasportarli a valle.
L'ultimo intervento ha visto i volontari del CNSAS riportare a valle due giovani alpinisti italiani rimasti bloccati sulla Punta Fiames, nel gruppo del Pomagagnon. Intenzionati a scalare la via Paolo Rodela, i due sono finiti fuori dal tracciato e hanno iniziato a calarsi in corda doppia, ma, 150 metri circa sotto la cima, le loro corde sono rimaste incastrate nella roccia e hanno quindi lanciato l'allarme al 118. Poiché i due si trovavano sotto alcuni tetti, i tentativi dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore di avvicinare il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, con il gancio baricentrico, sono risultati vani. L'eliambulanza ha quindi trasportato in vetta due soccorritori del Soccorso alpino di Cortina che si sono calati fino a raggiungere i rocciatori. Da lì, allestite le soste, con loro sono scesi di un altro paio di tiri, per raggiungere una cengia, dove l'elicottero ha potuto recuperare prima i due alpinisti e poi i due soccorritori.


Redazione/sm