Ruggero Bissetta

Tecnologie informatiche
per la geolocalizzazione

Intervista a Ruggero Bissetta, coordinatore tecnico per la direzione regionale del Soccorso Alpino Speleologico della regione Piemonte e relatore al convegno "APPLICAZIONI VERTICALI E PROGETTI INTEGRATI PER LA PUBBLICA SICUREZZA E IN AREE 'MISSION CRITICAL'. IL RUOLO DELLE INFORMAZIONI GEOLOCALIZZATE" che si terrà a PROTEC - sezione UCOM - Lingotto Fiere  - Torino - 01/07 ore 09.30 - Sala Arancio

Sig. Bissetta, il convegno verterà sui progetti di gestione informatizzata delle informazioni geografiche applicate all'emergenza. Facciamo un passo indietro: come venivano gestite e diffuse queste informazioni fino a qualche decennio fa?
"Io non conosco in modo approfondito come in generale nel mondo dell'emergenza si siano implementate nel tempo le tecnologie legate all'impiego delle informazioni geo riferite, ma posso citare ad esempio quanto è accaduto nel mondo del soccorso in montagna, ove sino a qualche decennio fa, le informazioni geografiche erano unicamente dipendenti dall'insieme virtuoso composto dall'impiego della cartografia delle aree alpine sommata all'esperienza e conoscenza del territorio propria degli uomini di montagna. Il ruolo dei conoscitori della montagna, spesso era impiegato per suggerire agli editori, le integrazioni necessarie all'aggiornamento delle carte geografiche, necessariamente legate alle modificazioni del territorio, offrendo così la distribuzione di queste informazioni".

Oggi ci si può avvalere di tecnologie informatiche in continua evoluzione e che offrono soluzioni sempre più versatili e veloci: il mondo dell'emergenza, in questo senso, è al passo coi tempi?
"Senza dubbio le scienze informatiche hanno apportato un'autentica rivoluzione nell'impiego dei dati geo riferiti, una vivace rivoluzione tecnologica che ritengo abbia portato oggi tutto il mondo dell'emergenza, in qualche misura, a inseguire queste nuove tecnologie.
Il Soccorso Alpino, ad esempio, sta attuando a livello nazionale un progetto finalizzato all'impiego e alla diffusione nelle operazioni d'istituto della cartografia digitale. In questo piano è stata standardizzata una flessibile e potente piattaforma d'impiego e ci si è avvalsi, per dare il via a una prima distribuzione di informazioni geografiche a tutta la struttura, di dati di libero impiego quali il DTM Aster a 30 metri, e le immagini NASA ZULU 15m.
In assenza di una libera distribuzione di altri dati geografici a livello nazionale, le 'scene cartografiche' regionali, sono poi state implementate attraverso materiale digitale, reso disponibile a ciascun Servizio Regionale del CNSAS a livello locale".

Esistono forme di libera distribuzione del dato geografico?
"Esistono, e sono principalmente legate all'impiego del web in consultazione, tutti conoscono ad esempio 'Google Earth' che rende disponibili a tutti innumerevoli informazioni geografiche in scala planetaria, e attraverso la visualizzazione di orto-foto e viste panoramiche fotografiche, espleta le potenzialità delle tecnologie informatiche volte alla rappresentazione 'virtuale' del territorio. Per maggiore precisione esistono altri importanti portali cartografici, quale ad esempio il Portale Cartografico Nazionale, che permette la piena condivisione d'immagini e mappe geo riferite a livello nazionale. L'impiego 'on line' dei dati cartografici, sebbene rappresenti oggi un'importante fonte d'informazioni, pone però un limite concreto, soprattutto per le operazioni di soccorso in area impervia, limite legato alla disponibilità di connettività internet, che salvo l'impiego di onerose connessioni satellitari, risulta spesso essere carente nelle aree disagiate, richiedendo di operare con le informazioni geografiche necessarie per la gestione delle operazioni, installate e residenti sui pc impiegati".

Sono previsti piani di formazione affinché chi si trova materialmente ad operare sul campo possa utilizzare al meglio le informazioni ed i dati che riceve?
"Sono previsti e necessari, il corretto impiego di avanzate tecnologie richiede obbligatoriamente fasi di formazione, il progetto del Soccorso Alpino ha previsto, nelle fasi di avanzamento, la formazione e creazione di gruppi di lavoro, destinati tanto all'implementazione delle scene cartografiche, quanto anche ad operare in cascata in ulteriori fasi formative, volte all'allargamento del numero di operatori formati".

Per 'geolocalizzazione' si intende l'individuazione della posizione geografica di un oggetto, una persona, un evento: come viene utilizzata questa tecnica, a quali fini e in quali tipi di emergenza?
"Nel soccorso in montagna è un elemento importante sin dalle prime fasi della gestione dell'evento, in cui si rende necessaria la localizzazione dell'infortunato. Gli avanzati sistemi digitali, oltre a permetterci la massima rapidità nel poter disporre di un gran numero d'informazioni riferite al territorio di lavoro, ci permettono attraverso la visualizzazione tridimensionale delle orto-foto, di poter 'virtualizzare' l'area di lavoro, potendo così disporre nella gestione dell'evento, di una visione della zona prossima a quella che ha chi si trova in difficoltà e richiede soccorso. La localizzazione risulta così essere più facile e permette la definizione di una accurata coordinata dell'area d'intervento che è comunicata a elicottero e squadre di soccorso.
Inoltre si può disporre, nella pianificazione delle azioni, di informazioni aggiuntive relative all'area di lavoro, quali ad esempio la presenza degli ostacoli al volo, parametro indispensabile nell'implementazione della sicurezza nelle operazioni di recupero con elicottero.
Un fondamentale impiego della cartografia digitale riguarda inoltre le complesse operazioni di ricerca delle persone scomparse in area impervia, nella gestione di queste operazioni è necessario mappare i percorsi degli operatori sul terreno, per poter pianificare la corretta copertura delle aree di ricerca. L'operazione è garantita dalla possibilità d'interfacciamento del sistema con i GPS dei soccorritori impiegati.
Tramite l'interfacciamento tra sistemi è oggi anche possibile proiettare in tempo reale le posizioni di tutti gli operatori muniti di adeguati apparati radio digitali, restituendo a chi opera nella gestione delle operazioni, la visualizzazione aggiornata di posizioni di lavoro come delle aree coperte dalle operazioni".

Tre caratteristiche che rendono efficace un sistema di comunicazioni:
"Adeguata strutturazione tecnologica, corretta organizzazione nelle procedure d'impiego e affidabilità".

Cosa sono le aree 'mission critical' e come un sistema evoluto di comunicazione può apportarvi un effetto positivo?
"Le aree 'mission critical' sono gli ambiti ove lavorano gli operatori dell'emergenza, in questi campi un evoluto sistema di comunicazione è assolutamente necessario e funzionale ad assicurare le comunicazioni tra gli operatori impiegati, dalla sua efficacia possono dipendere sicurezza ed efficienza nello svolgimento delle operazioni di soccorso".

Una corretta e capillare diffusione delle informazioni geografiche, così come auspicata, può sostituirsi completamente alla conoscenza che viene dall'esperienza e del contatto che l'uomo ha con il proprio territorio?
"Nell'ambito del soccorso alpino assolutamente no, rimane imprescindibile l'esperienza e il contatto con il territorio da parte degli operatori. La capillare diffusione delle informazioni geografiche rappresenta sicuramente un utile strumento di crescita delle conoscenze personali, un importantissimo ausilio nella gestione delle operazioni e un tassello fondamentale nell'implementazione della sicurezza in operazioni complesse, ma non potrà mai sostituirsi al contatto con il territorio da parte degli operatori, frutto diretto della loro esperienza diretta".

A Suo parere si arriverà ad avere un sistema unico in termini di sistemi operativi, gestionali, di raccolta e diffusione informazioni geografiche su tutto il territorio nazionale? Quali progetti vanno in questo senso?
"Credo che oggi non sia semplice prevedere cosa ci prospetterà il futuro soprattutto in ambito di sistemi operativi gestionali, considerando come dovranno continuare a rispondere alle specifiche esigenze di chi deve impiegarli, e quindi essere sviluppati e personalizzati in base alle specifiche esigenze di chi li utilizza per la gestione della propria attività nel campo dell'emergenza. Un differente discorso riguarda invece i dati geografici cui fanno riferimento tutti i sistemi operativi, dati che richiedono normalmente grossi investimenti per essere censiti e sono gravati da rapida obsolescenza legata all'evoluzione del territorio. Probabilmente la loro ampia condivisione e il concorso nell'aggiornamento delle banche di dati, come già accade a livello di "community" sul web per alcuni specifici ambiti, potrà nel tempo virtuosamente portare al censimento ed aggiornamento di un gran numero di strati informativi, seppur introducendo il limite della verifica della accuratezza dei dati stessi. Riguardo alla diffusione dei dati geografici è necessario osservare come esista una precisa direttiva europea denominata ‘INSPIRE', (acronimo di Infrastructure for Spatial Information in Europe) esplicitamente finalizzata alla creazione, attraverso norme comuni di attuazione integrate da misure comunitarie, di una struttura comune volta a rendere l'informazione territoriale dei vari stati compatibile e utilizzabile nei contesti transfrontalieri, per superare i problemi riguardanti la disponibilità, la qualità, l'organizzazione e l'accessibilità dei dati".


Patrizia Calzolari


RUGGERO BISSETTA Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, ha operato attivamente senza soluzione di continuità nel ruolo operativo di Tecnico di Elisoccorso dal 1988 al 2010 nelle basi piemontesi del sistema 118.Oggi opera professionalmente nel Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico ricoprendo un ruolo tecnico, occupandosi di coordinamento tecnico per la Direzione Regionale del Soccorso Alpino della Regione Piemonte, collabora nella centrale regionale del sistema 118 quale Tecnico di Soccorso Alpino.Collabora in particolare nel Sodalizio allo sviluppo delle nuove tecnologie legate all'impiego dei sistemi di gestione dei dati su sistemi "web-oriented", ed è ora impegnato nello sviluppo del progetto "Scena Italia" del C.N.S.A.S. progetto finalizzato alla diffusione e all'impiego della cartografia digitale nelle operazioni di soccorso alpino.