Tensione a Courmayeur. Una frana minaccia le case

Il comune sulle pendici del Monte Bianco è in fermento. Da giorni tutti gli occhi sono puntati sul monte Le Saxe, dove una frana è appesa ad un filo e rischia di scivolare a valle travolgendo le case

C’è tensione a Courmayeur, dove la montagna tiene da giorni gli abitanti della località turistica con il fiato sospeso. Due frane incombono su alcune case: la parete continua a scaricare piccole quantità di materiale, ma i geologi sono certi che il pericolo di un grande smottamento è concreto. All’ombra del Monte Bianco, a La Saxe, nella zona di Courmayeur, si lavora senza sosta da venerdì per controllare il versante boschivo che rischia di far cadere all’improvviso a valle 645 mila metri cubi di materiale sulle abitazioni. Il periodo più a rischio è proprio quello di questi giorni, quando la primavera trasforma in acqua la neve accumulata dall’inverno, e il terreno zuppo e pesante non riesce a reggere il sovraccarico di peso, scivolando inesorabilmente verso valle.

I fronti di frana individuabili chiaramente sono due: un da 380 mila metri cubi, il secondo da 265 mila. Circa sessanta persone stanno lavorando per prepararsi all’emergenza. Ci sono la protezione civile, ma anche la croce rossa, i tecnici del Comune, le forze dell’ordine. Alcune vedette, giorno e notte, non staccano gli occhi dalla montagna. Al minimo accenno di movimento partirà un piano di protezione civile già concordato, che prevede l’allontanamento degli abitanti da dieci case, che rischiano di essere travolte da fango e rocce. Più di cento persone dovranno spostarsi. Le autorità comunali hanno disposto anche la chiusura di tre parcheggi nella frazione di La Palud, tra cui quello delle funivie del Monte Bianco.

Per fare il punto sulla situazione sabato è stata indetta una riunione nel municipio di Courmayeur, per dare indicazioni ai cittadini sul da farsi. Una volta scattato l’allarme, le famiglie coinvolte dovranno lasciare immediatamente le case e recarsi nel palazzetto dello sport di Dolonne, per poi essere smistate in alcune strutture – già individuate – sul territorio.

Sul versante tecnico è al lavoro il Corpo Forestale dello Stato, che sta effettuando i rilevamenti e l’attività di monitoraggio, mentre gli esperti dell’assessorato alle Opere pubbliche hanno fatto una serie di sopralluoghi per valutare l’evoluzione del fenomeno.


“Siamo preparati, ci siamo mossi in anticipo”, ha detto il sindaco, Fabrizia Derriard. “Abbiamo predisposto un piano completo. A questo punto speriamo che si manifesti velocemente il distacco, in modo da poterci togliere questa spada di Damocle dalla testa e pensare alla successiva messa in sicurezza del pendio”.



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