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Terremoto Centro: Curcio ed Errani visionano il prototipo delle casette per gli sfollati

Non più MAP (moduli abitativi provvisori) bensì SAE (Soluzioni abitative in emergenza): si chiamano così le casette progettate per dare un confortevole alloggio a chi avuto la propria casa distrutta da una calamità naturale. Ieri i rappresenti della protezione civile e delle regioni interessate hanno visionato un prototipo

Graziose, arredate con gusto, agevoli e complete: sono le SAE - Soluzioni abitative in emergenza il cui prototipo è stato visionato ieri mattina  a Terni dal Capo del Dipartimento della protezione civile, Fabrizio Curcio, e dal Commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani.
Si tratta di casette da utilizzare in situazioni emergenziali, quali ad esempio i terremoti:
prevedono moduli in acciaio da 40, 60 e 80 metri quadri, combinabili tra loro, adatti a qualsiasi condizione climatica e studiati per essere fruibili anche da persone disabili. Progettati nel rispetto della normativa antisismica e delle leggi in materia di sicurezza, igiene e ambiente, i Sae sono predisposti inoltre per essere rimossi e recuperati quando non più necessari. È previsto che le abitazioni siano dotate di impianto termico autonomo - costituito da una caldaia a condensazione e da radiatori in ghisa - e che siano fornite di arredi ed elettrodomestici.

Il prototipo di casetta visionato ieri mattina è stato realizzato dal Cns, Consorzio nazionale servizi, che due anni fa è risultato il primo aggiudicatario della gara d'appalto indetta da Consip per conto del Dipartimento della protezione civile. All'aggiudicazione del bando è seguita la stipula di un accordo quadro tra Consorzio e Dipartimento per la fornitura, il trasporto e il montaggio di SAE per un massimo di 850 casette,
realizzate  sulla base dei requisiti indicati dal bando di gara.
Le Regioni
Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria (individuate dall'ordinanza n. 394 del 19/9/2016 quali soggetti attuatori per la realizzazione delle Sae) possono decidere di avvalersi dell'accordo quadro sottoscritto dal Dipartimento con il Consorzio stipulando con quest'ultimo intese specifiche. L'ordinanza prescrive che i Comuni facciano una ricognizione dei fabbisogni del proprio territorio, considerando gli edifici situati nelle zone rosse o dichiarati inagibili. L'individuazione delle aree destinate a ospitare le Sae è definita dalle Regioni d'intesa con i Comuni. Le Regioni provvedono all'esecuzione delle attività connesse alla realizzazione delle Sae e delle opere di urbanizzazione, concludendo appalti specifici.

Per assicurare il monitoraggio e il coordinamento delle attività relative alla realizzazione delle Sae - oltre che delle strutture temporanee a uso pubblico - il Capo del Dipartimento della protezione civile ha individuato come soggetto attuatore il dott. Marco Guardabassi, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

red/pc
(fonte: DPC)