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Terremoto Centro Italia: si lavora per la riapertura delle scuole

Mandare a scuola bambini e ragazzi, dare un senso di normalità a una realtà che di normale ha ben poco. Tornare sui banchi, ritrovarsi con i propri compagni e insegnanti, riprendere quella routine cosi violentemente interrotta dal terremoto. Ad Amatrice la ProCiv trentina sta allestendo moduli scolastici provvisori, mentre i ragazzi di Accumoli andranno a scuola a S.Benedetto del Tronto


Riaprire le scuole al più presto è una delle parole d'ordine circolate già dai giorni immediatamente successivi al disastroso terremoto del 24 agosto nel Centro Italia. Le verifiche di agibilità sui circa 400 gli edifici scolastici dei comuni interessati dal sisma sono partite nei giorni scorsi  per consentire di definire un piano degli interventi laddove le strutture non siano agibili. Nel frattempo si stanno cercando soluzioni alternative agli edifici danneggiati: nelle prime settimane potranno essere allestiti moduli temporanei, per poi passare a soluzioni provvisorie - tipo strutture modulari - fino alla realizzazione di nuove definitive scuole. Si lavora insieme alle Regioni e ai Comuni, che conoscono le esigenze territoriali, per individuare nuove collocazioni per queste strutture. Diverse le donazioni di moduli provvisori da parte di istituzioni, enti, fondazioni bancarie e organizzazioni di volontariato.
In alcuni casi gli studenti frequenteranno le lezioni nei Comuni limitrofi che hanno offerto disponibilità, come ad esempio gli studenti di Accumoli che andranno a scuola a San Benedetto del Tronto dove a breve si trasferiranno con le famiglie.

Ad Amatrice la Protezione Civile trentina è al lavoro per allestire i moduli prefabbricati che ospiteranno in 12 aule, scuola per l'infanzia, elementari e medie. In questi giorni le attività proseguono a ritmo incessante: un primo edificio, quasi ultimato (ormai  mancano solo un paio di moduli per completare la struttura) ospiterà circa 200 tra bambini della scuola per l'infanzia e alunni delle scuole elementari, primaria e secondaria di primo grado. Un secondo edificio scolastico provvisorio  ospiterà, in 8 vani, le cinque classi del Liceo scientifico più i locali di servizio, segreteria e bagni. Materiali e tipologia costruttiva sono simili per entrambi gli edifici e prevedono una copertura in legno. L'assemblaggio dei singoli moduli avviene contestualmente alla predisposizione degli allacciamenti fognari, elettrico e idrico.

Un team dedicato alle scuole a cui partecipano Dipartimento della protezione civile e Miur-Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, insieme alle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, è al lavoro per consentire agli studenti dei comuni colpiti dal terremoto di riprendere le lezioni al più presto. Gli insegnanti, gli educatori e il personale Ata residenti in edifici crollati, inagibili o indisponibili a causa del terremoto che avrebbero dovuto prendere servizio fuori dal proprio Comune. Il personale può presentare domanda per l'assegnazione di una nuova sede entro l'8 settembre all'Ufficio Scolastico Regionale di destinazione  (ordinanza Miur 666 del 2 settembre).

red/pc
(fonte: DPC/PAT)