Terremoto, fondi Ue al 100% per la ricostruzione. C'è l'ok del Parlamento Europeo

I coordinatori dei gruppi della commissione Sviluppo regionale approvano la modifica al regolamento sui fondi strutturali 2014-20

Il parlamento Ue approva la procedura semplificata per il finanziamento delle opere di ricostruzione delle zone distrutte dal terremoto del centro Italia. Lunedì 6 febbraio il sì è arrivato dai coordinatori dei gruppi della commissione Sviluppo regionale del Parlamento europeo che hanno aperto alla ricostruzione con fondi al 100 per cento comunitari, ma hanno aperto alla possibilità di emendamenti, decisione che farà slittare il voto e apre a modifiche al ribasso. Prossimi passi il voto in commissione e poi il passaggio all'assemblea plenaria possibili nel mese di marzo.
In particolare il sì del Parlamento Ue riguarda la modifica del regolamento comunitario sui fondi strutturali  2014-2020 per fare in modo che l'Unione possa coprire tutti i costi della ricostruzione post terremoto attraverso il Fesr, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
Al momento il risultato è sicuramente positivo per le regioni italiane colpite dalle migliaia di scosse iniziate l'estate scorsa. I problemi sul campo restano principalmente due: la velocità delle decisioni Ue che influiscono direttamente sui tempi di avvio della ricostruzione, e la quota di finanziamento della ricostruzione che, al termine dei diversi passaggi, potrebbe scendere al di sotto del 100 per cento da parte dell'Ue. Alla fine di questi passaggi l'Unione europea potrebbe ritrovarsi un nuovo e più efficiente meccanismo attraverso il quale gestire la ricostruzione dopo catastrofi naturali in tutti i Paesi del'Unione. E parlare di spese eccezionali esterne alla manovra di bilancio non sarebbe più un tema di confronto parlando di conti pubblici.

Red/fu