fonte foto: Comitato Scuole SIcure Centro Italia

Terremoto, il grido dei genitori per la sicurezza: nasce il "Comitato scuole sicure Centro Italia"

Dopo i quattro comitati spontanei nati nelle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo l'impegno a livello nazionale e un gruppo su Facebook per accelerare gli interventi sugli edifici scolastici

Quattro gruppi regionali riuniti nel "Comitato scuole sicure centro Italia" per un confronto serrato con le istituzioni locali e nazionali sulle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici. Dopo che molti sindaci hanno chiuso le loro scuole nell'incertezza di nuove forti scosse, dopo le preoccupazioni dei dirigenti scolastici e l'allarme dei genitori per l'incolumità dei propri figli nasce un comitato spontaneo che prova a far sentire la sua voce per la sicurezza delle scuole italiane.
Con l'unificazione dei quattro gruppi sorti in Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo arriva anche l'appello che i genitori hanno lanciato sul gruppo Facebook appena nato e dal quale, da oggi in poi, faranno sentire la loro voce. "Abbiamo capito, ora, che il tempo della delega è scaduto, noi cittadini esanimi, provati e impauriti ci siamo dati forza l'un l'altro è abbiamo deciso, con determinazione che il silenzio sordo delle istituzioni e il gioco del rimpiattino e dello scarica barile non può bastare".
Un appello accorato a chi compone le istituzioni: "Vogliamo che i nostri figli abbiano un futuro. È un diritto sacrosanto. Non si rassicurano le persone tramite slogan, non ci si avvale della buona fede del cittadino. Non possiamo più permetterci che le verità vengano insabbiate o raccontate alla carlona, a seconda di che partito si rappresenti. I nostri figli a scuola non hanno bisogno di partiti o lotte intestine o rimbalzi di responsabilità. Il cerino dei sindaci è in mano a noi".
I genitori quindi scendono in prima persona ad affrontare quella che appare una vera e propria emergenza finora rimasta nascosta. "Genitori, insegnanti volenterosi, che, da mesi ci battiamo per ottenere ciò che in un paese sviluppato dovrebbe esser garantito. Questo il nostro comitato centro Italia: il coraggio, la forza e la preoccupazione dei cittadini che diventa strumento per esser ascoltati davvero, per esser considerati davvero. I nostri figli sono troppo importanti, nulla e nessuno ci impedirà la lotta e l'ottenimento di strutture sicure in cui chiudiamo per sei o otto ore i nostri figli".

Red/fu