Terremoto Irpinia: 33 anni
dopo ancora ritardi sui fondi

Si è tenuta lunedì scorso presso il Ministero delle Infrastrutture una riunione sulla mancata erogazione dei fondi per il completamento della ricostruzione in Irpinia: di fronte alla rabbia dei Sindaci, il Ministero rassicura e propone l'apertura di un tavolo interministeriale

23 novembre 1980, ore 19:35: un violento terremoto, di magnitudo 6.9 colpì una vasta area della Campania, della Basilicata e una parte della Puglia. Morirono 2734 persone. Gravemente danneggiati 688 comuni, alcuni dei quali furono completamente distrutti. Le scosse inoltre innescarono parecchie frane, e a distruzione di aggiunse distruzione.
Illuminanti le parole dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini di fronte a tanta sciagura:" Il modo migliore per ricordare i morti è quello di pensare ai vivi.” Parole saggie ma disattese, visto che, a distanza di 33 anni si sta ancora parlando di ricostruzione e di fondi che non arrivano

Lunedì scorso 
Rodolfo Salzarulo, Sindaco di Lioni (AV), uno dei paesi che il terremoto ha letteralmente sbriciolato, in rappresentanza dei Comuni coinvolti ha denunciato il fatto che - secondo quanto riporta una nota Anci - "dei 225 milioni di euro stanziati con diversi provvedimenti per i Comuni della Campania, solo la prima tranche (66%) del primo impegno risulta liquidata ai Comuni".
Secondo il Sindaco Salzarulo "due sono i principali nodi applicativi: la non chiarezza delle procedure di autorizzazione ai pagamenti e il blocco ai pagamenti derivante dal coinvolgimento nel circuito finanziario della Regione Campania e dai relativi vincoli imposti alla stessa dal patto di stabilità".

Salzarulo ha esposto le sue valutazioni critiche durante la una riunione tecnica tenutasi lunedì presso il Ministero delle infrastrutture proprio con lo scopo di chiarire la situazione dei fondi stanziati per il completamento della ricostruzione in Campania e Basilicata, fondi che mai sono arrivati nelle casse dei Comuni.

"Durante l'incontro - spiega ancora la nota ANCI  - i rappresentanti del Ministero hanno fornito ampie rassicurazioni circa lo sblocco della situazione di stallo ed è stata proposta l'apertura di un tavolo interministeriale con Regione e Comuni, con il supporto dell'ANCI, per porre la questione all'ordine del giorno di tutti i soggetti coinvolti."


Patrizia Calzolari



(fonte: Anci)