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Terremoto, nuova ordinanza: aumenta il contributo per l'autonoma sistemazione

Una nuova ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile dispone ulteriori misure per la gestione del post-sisma nel Cento Italia: fra le novità l'aumento a 900 € il contributo massimo per l'autonoma sistemazione

Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio ha firmato lo scorso 15 novembre una nuova ordinanza  di protezione civile (la n. 408) "Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti agli eccezionali eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo a partire dal giorno 24 agosto 2016"
Vediamo, in breve, cosa prevede:

Nuove disposizioni sul CAS - Contributo di Autonoma Sistemazione
Il Contributo di Autonoma Sistemazione destinato alle famiglie la cui abitazione sia stata distrutta in tutto o in parte, oppure sia stata sgomberata a seguito del terremoto è elevato a un massimo di 900 euro mensili, a partire dalla data di entrata in vigore dell'ordinanza.
In particolare, il contributo ammonta a:
- 400 euro per i nuclei familiari composti da una sola unità,
- 500 euro per quelli composti da due unità,
- 700 euro per quelli composti da tre unità,
- 800 euro per quelli composti da quattro unità,
- 900 euro per quelli composti da cinque o più unità
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contributo aggiuntivo (già disposto dall’ordinanza 388) di 200 euro mensili  nche oltre il limite massimo dei 900 euro per i nuclei familiari con persone di età superiore ai 65 anni, o portatrici di handicap, o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%

Le disposizioni relative al contributo di autonoma sistemazione si applicano anche agli studenti iscritti agli anni accademici 2015/2016 e 2016/2017 presso Istituti universitari ed Istituti superiori di grado universitario che rilasciano titoli di studio aventi valore legale con sede nei comuni interessati dagli eventi sismici.
Saranno i Comuni a rideterminare i contributi secondo le nuove disposizioni, anche quelli in via di erogazione.

Moduli abitativi provvisori
Il DPC provvede all'allestimento delle aree da destinare agli insediamenti dei moduli abitativi provvisori-container e che comprenderanno le strutture e servizi  per lo svolgimento della vita della comunità locale, in attesa della realizzazione delle soluzioni abitative in emergenza. Su indicazione dei Comuni e anche in modo speditivo, il Dipartimento si occuperà di quantificare i fabbisogni di massima per la realizzazione dei container ad uso abitativo.

Il DPC inoltre si occuperà di acquisire in locazione dei moduli abitativi provvisori e a uso lavanderia che si occuperà anche della fornitura, comprensiva dei relativi arredi e della biancheria, a meno che il Comune interessato non sia in grado di provvedervi direttamente. Le aree su cui verranno allestiti i moduli dovranno essere individuate dai Comuni oppure dal DPC d'intesa con il presidente della Regione. Le Regioni si occuperanno di verificare l'idoneità delle aree individuate e il Comune sarà responsabile dell'acquisizione delle stesse e della loro predisposizione per l'allestimento dell'insediamento dei moduli. Anche in questo caso, se il Comune non potesse provvedere alla predisposizione delle aree, di questa attività si occuperà il Dipartimento.

Realizzazione di moduli temporanei a uso pubblico: municipi, luoghi di culto, servizi sanitari, forze dell'ordine e vigili del fuoco, scuole
Le strutture temporanee per i municipi possono essere acquisite o dal Dipartimento della Protezione Civile tramite accordi quadro (*) o dal Comune con ricorso al Mercato Elettronico per le Pubbliche Amministrazioni. La fornitura dovrà essere richiesta dal Comune o dalla Regione, e le aree su cui insediare le strutture dovranno essere individuate dal Comune e verificate dalla Regione, acquisite dal Comune e predisposte dallo stesso o dal Dipartimento della Protezione Civile con il contributo delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale.

Le strutture temporanee per le attività di culto saranno acquisite dal Dipartimento della Protezione Civile tramite accordi quadro (*) ; la fornitura dovrà essere richiesta dal Comune e le aree su cui insediare le strutture dovranno essere individuate dal Comune e verificate dalla Regione, acquisite dal Comune e predisposte dallo stesso.

Le strutture temporanee per i servizi sanitari territoriali saranno acquisite dalle Regioni anche tramite accordi quadro (*); la fornitura dovrà essere richiesta dal Comune e le aree su cui insediare le strutture dovranno essere individuate dal Comune e verificate dalla Regione, acquisite dal Comune e predisposte dallo stesso.

I presidi temporanei per forze dell'ordine e vigili del fuoco devono essere acquisiti dalle rispettive amministrazioni di appartenenza anche tramite accordi quadro (*): le aree su cui insediare le strutture dovranno essere individuate dal Comune e verificate dalla Regione, acquisite dal Comune e predisposte dalle amministrazioni di appartenenza delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco.

I moduli provvisori per le scuole devono essere acquisiti dal Ministero dell'istruzione  anche tramite accordi quadro (*): le aree su cui insediare le strutture dovranno essere individuate dal Comune e verificate dalla Regione, acquisite dal Comune e predisposte dallo stesso o dal Dipartimento della Protezione Civile.
L'ordinanza inoltre individua la dott.ssa Simona Montesarchio, direttore generale del MIUR, quale soggetto attuatore per le attività legate alla realizzazione degli insediamenti per la continuità dell'attività scolastica. Il soggetto attuatore dovrà provvedere anche all'acquisizione degli arredi e delle attrezzature didattiche, se necessario con il supporto dei Comuni e delle Province o delle altre componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile.

Strutture temporanee e i soggetti attuatori per le attività economiche e produttive
Le Regioni Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo, o i rispettivi Presidenti, sono individuati soggetti attuatori per la realizzazione di strutture temporanee finalizzate a consentire la continuità delle attività economiche e produttive danneggiate dal sisma.
Le Regioni provvedono in accordo con i Comuni interessati ed eventualmente con le associazioni di categoria e di rappresentanza delle attività economiche e di impresa, alla ricognizione e quantificazione dei fabbisogni, all'individuazione delle aree per l'allestimento delle strutture temporanee, preferendo se possibile aree pubbliche a quelle private e cercando di contenere il numero delle aree individuate. I comuni acquisiscono e predispongono le aree e possono acquisire le strutture provvisorie noleggiandole e installandole. Il fabbisogno finanziario necessario alla copertura di queste attività è approvato preventivamente dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile.

Soggetto attuatore per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità
L'ordinanza nomina l'ing. Fulvio Soccodato di ANAS SpA soggetto attuatore per il coordinamento degli interventi di messa in sicurezza e di ripristino della viabilità delle strade interessate dai terremoti di competenza di ANAS e, dove necessario, delle Regioni e degli enti gestori locali. Il soggetto attuatore provvede a effettuare la ricognizione delle criticità della rete viaria sulla base delle segnalazioni dei gestori e degli esiti dei sopralluoghi effettuati. Successivamente individua gli interventi minimi necessari a garantire la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità compromessa dagli eventi sismici. Redige un programma di ripristino e messa in sicurezza delle strade, indicando le priorità di intervento con tempi e finalità coerenti con la gestione dell'emergenza. Il programma, in merito alla finalizzazione degli interventi per superare le situazioni di criticità, è sottoposto all'approvazione del Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Il soggetto attuatore è responsabile del coordinamento operativo e del monitoraggio dell'esecuzione degli interventi contenuti nel programma. Provvede, inoltre, direttamente alla realizzazione degli interventi di propria competenza e di quelli di competenza dei gestori locali nel caso in cui quest'ultimi non siano in grado di provvedere in autonomia. Il soggetto attuatore riferisce periodicamente alla Dicomac sullo stato di esecuzione degli interventi e provvede all'aggiornamento del programma sulla base dell'avanzamento dei lavori. Il programma può essere rimodulato dopo approvazione delle variazioni da parte del Capo del Dipartimento della Protezione Civile.

red/pc
(fonte: DPC)


(*) stipulati in attuazione del decreto legge 205/2016.