Terremoto: proposta di legge per un "Piano antisismico nazionale"

I terremoti non si possono evitare, le conseguenza però si possono ridurre al minimo. E la sola strada è la prevenzione. Un disegno di legge sottoscritto da 23 parlamentari propone l'adozione di un "Piano antisismico nazionale" che punta sulla prevenzione a 360 gradi. Se ne parlerà in un convegno giovedì 15 novembre a Roma

Si svolgerà a Roma il 15 novembre prossimo, con inizio alle ore 14:30, presso Teatro "Brancaccino" Via Mecenate, 2 (angolo Via Merulana), il convegno a titolo "LA PREVENZIONE COME STRATEGIA CONTRO IL TERREMOTO".
Al convegno, organizzato e presieduto dagli onn. Gianluca Benamati e Giovanni Lolli, interverranno Luciano Maiani, Presidente della Commissione grandi Rischi, Carlo Doglioni, Ordinario di Geochimica presso l'Università Sapienza di Roma e membro Commissione Ambiente e calamità naturali dell'Accademia dei Lincei, Bernardino Chiaia, consiglio amministrazione INGV e ordinario di Scienze delle Costruzioni presso il Politecnico di Torino, Paola Gazzolo, Assessore Protezione civile della Regione Emilia Romagna ed il Sindaco dell' Aquila Massimo Cialente.

Scopo dell'incontro sarà la presentazione della Proposta di Legge sulla "Delega al Governo per l'adozione del Piano antisismico nazionale" sottoscritta da 23 parlamentari e che vede come primi firmatari gli onn.Benamati e Lolli.
L'argomento sicurezza e prevenzione in campo sismico è tornato tragicamente alla ribalta dopo i terremoti di maggio, e in particolare quello emiliano che tante discussioni ha sollevato in materia di affidabilità dei modelli previsionali e di "fragilità" del costruito, e che ha reso sempre più pressante e improrogabile la necessità di un confronto costruttivo fra sismologi, scienziati, progettisti e legislatori.

I recenti eventi sismici, come pure la preoccupazione per lo sciame sismico nel Pollino, se da una parte hanno portato lutti e distruzione, dall'altra hanno stimolato una nuova consapevolezza, anche nel cittadino meno esperto, circa la fragilità del nostro territorio, e non solo dal punto di vista sismico. E anche "la politica", finalmente, sembra cominci a muovere i primi passi in questa direzione.
In sostanza, cresce la convinzione che occorre cambiare radicalmente mentalità e dinamiche: bisogna traslare dal concetto di riparazione del danno a quello di prevenzione del danno. Senza dimenticare che nel costo economico delle riparazioni post-tragedia va incluso l'altissimo prezzo pagato in termini di vite umane.

E' da simili considerazioni che nasce la proposta di legge dei 23 parlamentari: in primis si chiede di aggiornare la classificazione sismica del territorio nazionale anche mediante l'affiancamento di due metodi per la valutazione del rischio: si chiede cioè che unitamente al metodo probabilistico (PSHA - Probabilistic Seismic Hazard Assesment) sino ad ora adottato per la definizione delle mappe di pericolosità sismica, ci si avvalga anche del metodo neo-deterministico (NDSHA - Neo-Deterministic Seismic Hazard Assesment), di più nuova concezione e, secondo i proponenti, in grado di colmare il rischio di sottostima insito nell'approccio probabilistico (*).

Il DDL "Delega al Governo per l'adozione del Piano antisismico nazionale" fissa inoltre i criteri che il Governo deve obbligatoriamente applicare nell'esercizio della delega per la stesura del Piano, e fa riferimento fra l'altro ad attività di prevenzione "da attuarsi tramite il censimento completo e l'individuazione delle opere necessarie all'adeguamento antisismico" degli edifici strategici e delle infrastrutture essenziali, la valutazione delle condizioni di resistenza sismica del patrimonio edilizio e industriale, l'aggiornamento costante delle norme per le nuove costruzioni e per l'adeguamento delle costruzioni esistenti, tramite periodiche verifiche e conseguenti interventi laddove necessari, con il supporto di idonei incentivi economici.

Il DDL quindi punta a rendere la prevenzione uno strumento centrale di mitigazione del rischio da sisma nelle costruzioni civili ed industriali e a far diventare la progettazione, le tecniche costruttive e lo sviluppo tecnologico in funzione antisismica, un patrimonio condiviso.
Assunto il presupposto che allo stato attuale delle conoscenze scientifiche i terremoti non si possono prevedere, l'unica prevenzione possibile è dunque intervenire sulla resistenza delle costruzioni nuove ed esistenti, sulla conoscenza delle caratteristiche morfologiche, geologiche e antropiche del territorio su cui edificare.
Al Governo spetterà quindi un compito non semplice, corposo ma indifferibile: riordinare l'attuale assetto dell'antisismica in Italia, riadattare e omogeneizzare la legislazione vigente in materia di norme e certificazioni edilizie, predisporre gli opportuni controlli affinché le regole vengano rispettate.

Volendo poi allargare il campo delle considerazioni, la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare esistente rappresenta evidentemente anche un'opportunità di rilancio per l'edilizia, settore da sempre trainante anche per altri comparti dell'economia. Oltre a rappresentare un passo di civiltà, una scelta in tal senso avrebbe effetti positivi anche per il rilancio dell' economia. A patto che tali innovazioni e adeguamenti non gravino interamente sulle spalle del cittadino per il quale, in tal caso, la messa in sicurezza degli immobili anziché rappresentare una garanzia di incolumità finirebbe per essere vissuta solo come una costosa imposizione.

Infine, la proposta di legge prevede anche l'introduzione di misure compensazione per il 'fermo fabbrica' e moratorie per gli oneri fiscali e creditizi qualora un'attività prodiuttiva venisse sospesa per lavori di adeguamento sismico dei propri stabilimenti e attrezzature.

Per info: segreteria organizzativa -  angela.rosati @camera.it
(nota:
la sede del convegno, inizialmente fissata nella sede CNR di via Aldo Moro 7, è variata a per via dell'elevato numero di adesioni)


 
Patrizia Calzolari


(*) A questo proposito, l'on. Benamati, membro dell'VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, già prima dei terremoti di maggio aveva cercato di richiamare l'attenzione del parlamento sulle tematiche sicurezza e prevenzione, e nell'aprile scorso si era fatto promotore di un'indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia, la cui conclusione è prevista entro fine Novembre 2012.
Benamati, nella premessa in cui si illustrano le problematiche oggetto dell'indagine, faceva specifico riferimento all'attuale approccio probabilistico della valutazione della pericolosità sismica, sottolineando la possibilità che tale metodo possa portare ad una sottostima del rischio sismico, evidenziando quindi l'opportunità di affiancare ai metodi tradizionali il metodo NDSHA (necessità peraltro già recepita dalla risoluzione n.8-00124  presentata dallo stesso Benamati unitamente agli Onn. Tommaso Ginoble e Angelo Alessandri e pubblicata sul bollettino CD n. 491).
Tale necessità dunque viene riproposta nell'art. 1 comma a) della nuova proposta di legge sul Piano Antisismico Nazionale che verrà discussa al convegno di Roma.