Terremoto: prove generali
in Calabria

Si chiama "Calabria 2011" l'esercitazione di livello nazionale sul rischio sismico che avrà luogo il 25, 26 e 27 novembre. L'esercitazione sarà il momento conclusivo del programma per la pianificazione dell'intervento del Servizio nazionale di Protezione Civile in caso di eventi emergenziali, avviato in marzo 2011

Il Dipartimento nazionale della Protezione Civile e la Regione Calabria, in collaborazione con ANCI -Associazione Nazionale Comuni Italiani- hanno avviato un programma finalizzato alla pianificazione dell'intervento del Servizio nazionale della protezione civile in caso di eventi emergenziali di rilevanza nazionale.
Questa iniziativa, che si rivolge alle realtà territoriali a maggiore rischio sismico, si svolge sul territorio calabrese, e coinvolge le competenti Amministrazioni Regionale e Comunali. La scelta del territorio calabrese non è casuale: secondo le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria con delega alla protezione civile Franco Torchia "in Calabria su 409 comuni, 261 rientrano in quelli di prima fascia per l'alta densità sismica, e dunque potrebbero essere epicentro di un terremoto come quello che ha vissuto Fukushima in Giappone, tutti gli altri, nessuno escluso, rientrano in un rischio di media intensità, di seconda fascia, che significa un terremoto simile a quello che ha devastato l'Aquila. In caso di terremoto grave - spiega ancora Torchia -la Calabria per le prime 12/24 ore rimarrebbe assolutamente isolata, e non per colpa di eventuali ritardi da parte della protezione civile, ma perché le vie di accesso, quindi le statali 18 e 106 con l'A3, sono tutte arterie estremamente vulnerabili o per l'insufficiente ammodernamento o per i lavori in corso".

Obiettivi di questa iniziativa di livello nazionale sono la pianificazione (con particolare riferimento all'accessibilità e alla mobilità) e l' individuazione dei luoghi del coordinamento e delle aree logistiche e di ammassamento dei soccorritori. A tal fine sono stati organizzati incontri con le amministrazioni delle cinque province calabresi allo scopo di approfondire e fare luce su ruolo, responsabilità e gestione in capo ai Sindaci in fase ordinaria e in fase di emergenza, sul rischio sismico in Calabria, e sulla pianificazione dell'intervento del Servizio nazionale della protezione civile in caso di eventi emergenziali di rilevanza nazionale.

A sottolineare questi concetti sono ancora le dichiarazioni di Torchia: "la protezione civile regionale non è in grado di fare tutto da sola e per intervenire al meglio c'è bisogno dell'aiuto dei sindaci che devono incominciare ad attrezzarsi e ad organizzarsi per fronteggiare i rischi dettati dalle emergenze".
E, così come ricordato in diverse occasioni anche dal Capo Dipartimento Franco Gabrielli, Torchia fa presente che "i primi ufficiali della protezione civile sono proprio i sindaci. Il sindaco è per legge il primo avamposto tecnico cui è riservata la facoltà di intervenire nell'immediato, in caso di emergenza. Solo più tardi la protezione potrà arrivare insieme alle squadre di volontari, ma fino ad allora tutto è in mano agli enti locali".

Ma la prova generale 'sul campo' si svolgerà nei giorni 25, 26 e 27 novembre 2011. Ancora non è stato divulgato il programma dell'esercitazione, ma si tratterà di un test innovativo nei metodi e negli scenari. Si ipotizzerà un sisma di grado 7,1 della scala Richter, che vedrà una parte di Calabria devastata, e l'altra parte che sarà chiamata ad intervenire per i soccorsi.
"La prima novità - ci spiega l'Ing.Edoardo D'Andrea -Coordinatore pianificazione sismica Regione Calabria- riguarda il metodo di svolgimento dell'esercitazione: non si baserà su uno scenario preciso ma verrà testato l'intero sistema integrato di protezione civile (COM, COC, CCS). L'altra novità è che sarà un test molto mirato. In sostanza testeremo tre macro obiettivi: il primo sarà la valutazione dell'efficienza del modello di intervento della catena di comando e controllo, il secondo sarà quello di testare le comunicazione in emergenza.
In Calabria - ci spiega ancora l'Ing. D'Andrea - siamo bravi con la rete di comunicazioni regionali che collega i livelli alti con i centri operativi misti, ma siamo carenti nelle comunicazioni con i centri comunali. Lo scenario di simulazione prevederà che tutte le comunicazioni tramite rete fissa o mobile siano interrotte, quindi si dovrà ricorrere alle telecomunicazioni via radio. Collaboreranno al test ARI (Associaz. Radioamatori Italiani), RNRE (Raggruppamento Nazionale Radiocomunicazioni Emergenza) e FIR-CB (Federazione Italiana Ricetrasmissioni) e verranno coinvolti anche gli operatori radio del volontariato. L'obiettivo sarà di 'distribuire' gli operatori radio nelle prime 12-16 ore dal verificarsi del sisma, per far sì che tutti i centri di emergenza arrivino ad essere coperti dal punto di vista delle telecomunicazioni.

Il terzo obiettivo riguarderà l'accessibilità: con un terremoto di tale portata la Calabria diventerà una sorta di 'isola', raggiungibile, molto verosimilmente, solo via mare o via aerea. Verranno quindi definiti e valutati gli 'entry-points', ossia quegli accessi alternativi (porti, aeroporti, ecc) che permettano di portare i soccorsi e raggiungere le zone disastrate qualora le normali vie di transito fossero completamente inagibili".

Questa pianificazione dell'intervento del Servizio nazionale della protezione civile in caso di eventi emergenziali avrà carattere nazionale e la regione Calabria sarà il laboratorio di riferimento da cui usciranno esperienze e documenti applicabili ed esportabili su tutto il territorio del Paese.

La prima giornata di simulazione (venerdì 25 novembre), inoltre, coinciderà con la IX giornata nazionale della sicurezza nelle scuole: in quell'ambito - ci racconta ancora Edoardo D'Andrea- si effettueranno, fra le altre cose, le prove di evacuazione. In quei Comuni calabresi dotati del piano comunale di emergenza, gli alunni verranno fatti uscire dall'edificio scolastico e accompagnati nelle apposite aree di attesa (cioè quei luoghi di ritrovo sicuri, individuati dai piani di emergenza, in cui gli alunni devono venir condotti in caso di calamità)".
Un ulteriore test dunque sull'efficacia delle azioni di pianificazione, prevenzione e protezione messe in campo dalle Amministrazioni locali per la sicurezza del cittadino di fronte all'emergenza.


Patrizia Calzolari




Legenda:
COM: Centri Operativi Misti - COC: Centro Operativo Comunale - CCS: Centro Coordinamento Soccorsi