Terremoto Umbria, le aziende chiudono e i cittadini se ne vanno

A rischio è il futuro stesso dei territori colpiti. Questo il grido d'allarme lanciato dai rappresentanti di imprese, cittadini e scuole in un'audizione in seconda Commissione consiliare della Regione Umbria

Un "grido di dolore" è stato lanciato da rappresentanti di aziende e cittadini nel corso di un'audizione in seconda Commissione consiliare in Umbria sulla situazione nei territori colpiti dal terremoto del 2016. "La sopravvivenza - affermano i rappresentanti delle aziende - negli ultimi anni ha comportato l'esaurimento dei risparmi di una vita, molte hanno chiuso i battenti. Chi è ancora attivo chiede chiarezza sul futuro". Gli allevatori hanno espresso "preoccupazione per gli animali che vivono da oltre tre anni in ricoveri provvisori, con la difficoltà di attuare anche minime opere senza infrangere leggi e decreti". Preoccupazione è stata espressa anche da semplici cittadini, che hanno palesato la "difficoltà di vivere in un territorio che si sta spopolando, che sta vedendo i giovani andare via, le aziende chiudere e i servizi venire a mancare". Richiesta di aiuto anche da parte del mondo della scuola che si sta impregnando a fondo per trattenere sul territorio i ragazzi. "Nonostante i ritardi dovuti alla burocrazia abbiamo comunque lavorato e siamo andati avanti" ha detto, tra gli altri, Rosella Tonti, dirigente scolastico dell'istituto omnicomprensivo "De Gasperi" di Norcia. "Per stare al passo dei centri maggiori - ha aggiunto - abbiamo dovuto però lavorare il triplo. La nostra è una scuola di eccellenza con docenti che hanno sempre supportato i ragazzi. Servono interventi e strategie condivisi. Abbiamo bisogno di nuovi spazi per la scuola, nuove costruzioni anche perché dovevano comunque essere rifatte, a prescindere dal sisma. Molte famiglie volevano portare altrove i ragazzi e siamo riusciti a trattenerli grazie alla Fondazione Rava, che ci ha dato dei plessi provvisori per il primo ciclo, per fortuna che ci sono, e per il secondo ciclo grazie alla Protezione civile. Stiamo facendo di tutto per i ragazzi ma come facciamo a trattenerli anche nel pomeriggio se poi non ci sono i bus per il ritorno a casa? Anche la situazione trasporti va affrontata e risolta".

La seconda Commissione dell'Assemblea legislativa finora ha ascoltato i sindaci dei Comuni colpiti dal terremoto del 2016 e i rappresentanti delle professioni tecniche, i rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confindustria, Confcooperative, Cgil-Cisl-Uil, Comunanze agrarie del territorio, Usl 2, Ufficio speciale ricostruzione, Comitato Rinascita Norcia, Asp "Fusconi Lombrici Renzi", Istituto omnicomprensivo "De Gasperi" e "Tutti i colori del mondo onlus".

red/mn

(fonte: Ansa)