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Terremoto Umbria, restaurate 9 opere salvate da macerie

L’arte post-sisma: rinascono dipinti e sculture del XV° e XVI°secolo

I tesori artistici umbri rinascono dopo il sisma. Sono nove le opere d'arte danneggiate dal terremoto del 2016 che tornano all'antico splendore grazie a una donazione, di circa 40 mila euro, promossa e organizzata dalla Fondazione CittaItalia, in collaborazione con Cultura Italiae e We the Italians. Il progetto, coordinato dalla soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio dell'Umbria che ha accolto la proposta della Fondazione Citta'Italia di contribuire al finanziamento del restauro di alcune opere salvate dalle macerie delle chiese della Valnerina.

Le operazioni di restauro hanno preso avvio nello scorso mese di aprile, con una prima fase conoscitiva e di documentazione diagnostica, seguita dagli interventi complessivi che hanno anche prodotto in alcuni casi la rimozione di tutti gli approssimativi e invasivi strati di ridipintura che si sono susseguiti nei secoli.

Le opere che hanno così rivisto la luce e sono tornate ai colori originali dopo il sisma sono la tela della Madonna di Costantinopoli proveniente dall'Abbazia di S.Eutizio a Preci; la scultura lignea della Madonna del Rosario risalente al sedicesimo secolo proveniente dalla chiesa di S. Martino a Legogne di Norcia; un crocifisso in legno
proveniente dalla chiesa di San Pellegrino a San Pellegrino di Norcia; il tabernacolo ligneo Madonna di Loreto proveniente da S. Leonardo di Montebufo di Preci; il tabernacolo eucaristico ligneo (sec. XVIII) proveniente dalla cripta della Basilica di San Benedetto da Norcia a Norcia; un tabernacolo a muro dipinto (secc. XV-XVI) proveniente dal museo dell'Abbazia di S. Eutizio a Preci; il coperchio della fonte battesimale della chiesa di San Marco di Norcia; una scultura lignea policroma San Procolo (sec. XVI) chiesa di San Procolo ad Avendita di Cascia; una scultura lignea policroma di Sant'Antonio Abate (sec. XVI) proveniente dalla chiesa dei SS. Ansovino e Carlo Borromeo a Pescia di Norcia.

"Dopo i restauri finanziati a L'Aquila, la Fondazione Citta'Italia - ha dichiarato il presidente Alberto Improda -grazie alla collaborazione di organizzazioni e singoli donatori, ha inteso sostenere la rinascita dell'Umbria a partire dal suo patrimonio culturale cosi' gravemente danneggiato. Un particolare ringraziamento va alla Soprintendenza dell'Umbria, alle amministrazioni locali, alle Autorità religiose e ai restauratori che oggi consegnano a nuova vita opere altrimenti destinate ad un progressivo deterioramento. Per quanto nelle
nostre possibilità, continueremo a sostenere l'impegno delle comunità locali per restituire alla pubblica fruizione i segni distintivi della loro identità culturale e religiosa".

"E' questa una ulteriore prova - secondo la soprintendente dell'Umbria, Marica Mercalli - che nei momenti di emergenza si uniscono le forze vive della collettività nel difficile compito di salvaguardia del nostro patrimonio e i confini tra attività delle pubbliche istituzioni e attività di associazioni private cadono per lasciare spazio solo a un comune e condiviso lavoro".

Red/cb
(Fonte: AGI)