Terremoto, un mese dopo. Dal ricordo alla responsabilità

Nonostante le vittime e la distruzione, l’attenzione mediatica sul terremoto è calata. Eppure ci sono ancora persone (moltissime) che ogni giorno combattono la disperazione della perdita e guardano oltre. O almeno ci provano. Oggi, a un mese esatto dal sisma, tutti “ricordano”. Un mese dopo i morti sono 297, 2.714 le persone assistite, 4 i miliardi di danni, 15 i milioni raccolti grazie all’sms solidale.

Un mese fa non erano in molti a conoscere l’esatta collocazione geografica di Amatrice, Pescara del Tronto, Accumuli e Arquata. Eppure esattamente un mese fa queste località occupavano le prime pagine di tutti i giornali nazionali e internazionali. Nelle prime ore qualcuno è scivolato sui refusi, inciampando sulle parole. E così Amatrice diventò Amatriciana. Una leggerezza, complice la distrazione causata dalla fretta di fornire notizie aggiornate su quello che stava accadendo.
Era notte, l’orologio segnava - e segna ancora - le 3 e 36 minuti. Il primo terribile sisma colpisce il centro Italia. Altre scosse seguiranno, a migliaia. Ma quella, la più terribile, distrugge Amatrice. E non solo. La terra trema, gli edifici crollano. Una catastrofe che spazzerà via 297 vite. Moltissimi i feriti, circa 4 miliardi i danni stimati. “E’ una cifra orientativa, temo non sarà inferiore” fa sapere Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile.  
A un mese dal quel 24 agosto le persone assistite sono 2.714. Un numero che cala di giorno in giorno. Una tendenza che non corrisponde alla risoluzione dei tanti, tantissimi problemi. La gestione della fase emergenziale è stata impeccabile, ma la parte più difficile inizia ora. Inizia l’autunno, e con la nuova stagione le temperature si abbassano ulteriormente. Fa freddo, molte delle case che sono sopravvissute restano inagibili (i sopralluoghi effettuati sono quasi 10 mila). E il lavoro?
Sono molte le cose a cui pensare. Ma ciò che è accaduto in queste prime settimane fa concretamente intravedere una via d’uscita. Le scuole sono iniziate nonostante tutto, dall'Italia e dall'estero sono arrivati aiuti e donazioni (15 milioni raccolti con l’sms solidale, senza considerare le tantissime “Amatriciane per Amatrice”) e già si forniscono date (certe?) sulla ricostruzione. Da Renzi a Curcio, passando il commissario Errani, son tutti pronti a giurare che sarà un percorso veloce (per quanto possibile) e svolto all’insegna della legalità.
"Il nostro paese ricostruirà i territori colpiti del terremoto com’erano prima, più belli di prima" assicura il premier, che conferma l'eco-bonus anche nel 2017. E se nei prossimi giorni arriverà il decreto sulla ricostruzione, Curcio ribadisce la scadenza per le casette e conferma la sua stima: “Ci vorranno sette mesi al massimo”.
Intanto si pensa all’oggi. A chi ancora abita in tenda, a chi ha perso casa, familiari, amici. E così, un mese dopo, Arquata del Tronto indice la “giornata della memoria”. Perché tutto questo non si dimentichi, né ora né mai. Stamani saranno presenti, tra gli altri, Laura Boldrini, Vasco Errani e Fabrizio Curcio. Più forte è il ricordo più grande è la responsabilità di chi, non solo tra i sopravvissuti, è chiamato a contribuire alla costruzione della vita nuova.

red/gt