Terzigno, i sindaci ribelli
dicono no alla tregua

A Terzigno guerriglia urbana anche nella notte appena trascorsa. Weekend carico di tensione dopo il no dei sindaci "ribelli" alla tregua proposta da Guido Bertolaso; il ministro dell'Interno ora minaccia l'uso della forza

Ai "guerriglieri" di Terzigno non è bastato l'arrivo di Guido Bertolaso a Napoli, uomo buono per tutte le emergenze e anche questa volta "incaricato speciale" del governo a risolvere l'ennesima emergenza rifiuti campana; anzi, il capo della Protezione Civile è diventato in breve tempo obiettivo degli sfottò dei manifestanti. Ai sindaci di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase, è andata perfino peggio: non appena hanno ventilato l'ipotesi di un accordo con Bertolaso, sono stati accusati dalla folla di "essersi venduti", e in men che non si dica sono ritornati sulle barricate. L'ipotesi di accordo prevedeva lo stop immediato delle proteste e delle aggressioni ai "camion della monnezza" in cambio del rinvio, a data da destinarsi, dell'apertura di Cava Vitiello. Niente di diverso invece in relazione alla discarica di Terzigno: deve continuare a lavorare - così ha sentenziato Guido Bertolaso - unitamente a quella di Giuliano, destinata ad assorbire anche i rifiuti di Cava Vitiello. Nella notte intento sono proseguiti gli scontri: l'impressione è che si stia progressivamente perdendo il polso della situazione.

A dare un segnale forte, dopo il capo della Polizia Manganelli nei giorni scorsi, ci ha pensato questa mattina direttamente il ministro dell'Interno Maroni
: "Se va avanti questo clima di violenza nei confronti delle forze dell'ordine, saremo costretti ad agire in altro modo". Messaggio chiaro dunque: nelle prossime ore si rischia un'escalation se non interverrà qualcuno o qualcosa a gettare acqua sul fuoco. L'ultimo, in ordine di tempo, a provarci è stato il presidente del Consiglio Berlusconi: "Via i rifiuti da Napoli in tre giorni" - ha detto ieri. La reazione a queste parole si è palesata in strada, ieri notte.

Gianni Zecca