Torino si candida a Smart City
promuove la ecosostenibilità

Smart City è il progetto europeo per la promozione dello sviluppo sostenibile e della riduzione delle emissioni di CO2

Con un Piano d'Azione per l'energia sostenibile costituito da azioni concrete, Torino si candida a diventare una Smart City, cioè una città che punta su risparmio ed efficienza riducendo il proprio impatto ambientale. Il Piano, già presentato a Bruxelles lo scorso dicembre, impegna la città a ridurre le proprie emissioni di CO2 entro il 2020 ed è costituito da azioni già avviate con cui la città motiverà anche la sua candidatura ai bandi Smart Cities promossi dall'Unione Europea. Si tratta di bandi con cui la Commissione Europea vuole promuovere lo sviluppo delle energie pulite e delle tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica.

'European Smart Cities' è uno strumento scientifico per la valutazione della sostenibilità delle città europee di media grandezza, messo a punto dal Politecnico di Vienna in collaborazione con l'Università della Lubiana e il Politecnico di Delft. Con 'Smart' si intende un'ottima performance rappresentata da sei fattori - economy, people, governance, mobility, environment e living - la cui gestione 'intelligente' rende una città 'smart'. Come ha spiegato Rudolf Giffinger, professore del Politecnico di Vienna, "Una città di media grandezza viene considerata smart city quando, basandosi sulla combinazione tra i dati di fatto locali e le attività realizzare da parte dei politici, dell'economia e degli abitanti stessi, presenta uno sviluppo duraturo nel tempo delle sei caratteristiche". L'iniziativa promuove quindi azioni concrete volte alla riduzione, entro il 2020, del 40% delle emissioni di gas serra, attraverso l'uso e la produzione sostenibile dell'energia.

Il progetto di sviluppo economico rispettoso dell'ambiente con cui la città di Torino intende candidarsi e cercare di ottenere gli investimenti della Commissione Europea (11 miliardi destinati a 30 città europee) sono due: la riqualificazione energetica degli edifici esistenti e la mobilità sostenibile. Istituzioni, industrie, organizzazioni pubbliche e private, associazioni, centri di ricerca e università sono invitati a collaborare per definire i contenuti del progetto. Torino non è l'unica città italiana in gara: già lo scorso anno si è candidata Genova, seguita da Palermo, Firenze e Catania.


Elisabetta Bosi