Toscana, meningite: soccorritori a rischio?

I nuovi casi di infezione da meningite in Toscana cominciano a destare preoccupazioni anche fra i soccorritori: la posizione di Croce Rossa, Anpas e Misericordie, concordi sul fatto che non bisogna creare allarmismi, ma che occorre tenere alta guardia 

Aumenta la preoccupazione in Toscana dopo la notizia dei due nuovi casi di meningite (già 10 in Regione da inizio 2016) e non solo fra cittadini e istituzioni chiamate a far fronte alla situazione, ma anche fra i soccorritori e volontari soccorritori.
Nel 2015, lo ricordiamo, sono stati 38 
casi di infezione, di cui 9 mortali: pronta la risposta della Regione Toscana che da subito ha messo in campo una massiccia campagna vaccinale, ma i recenti due ricoveri (una studentessa americana ricoverata a Firenze e un 71enne a Prato) certo non tranquillizzano.
Ci siamo quindi rivolti alle tre maggiori associazioni di soccorso presenti sul territorio (Croce Rossa Italiana, Anpas Associazione nazionale delle Pubblica Assistenze e Misericordie), per sapere quale sia la loro posizione riguardo l'epidemia in corso, se ritengano che esista effettivamente un rischio contagio per i loro soccorritori e volontari e se abbiamo o meno adottato misure cautelative straordinarie. Abbiamo inoltre chiesto loro se abbiano preso contatti con le istituzioni coinvolte (Regione Toscana, Ministero Salute ecc) e/o altre associazioni di soccorso sanitario per decidere strategie e protocolli comuni.

"Ai nostri operatori e volontari che operano nel settore emergenza-urgenza - ci spiega la portavoce  nazionale della Croce Rossa Italiana - abbiamo ribadito la necessità di non creare allarmismi intorno a un tema su cui, peraltro, deve rimanere alto il livello d'attenzione a prescindere dal momento e indipendentemente dal particolare contesto in cui si opera. Per quanto riguarda il supporto alla popolazione, in particolare in Toscana, attraverso il Comitato Regionale CRI, abbiamo naturalmente preso contatti con le istituzioni, attraverso i referenti di settore, per garantire la massima collaborazione in un piano sinergico di diffusione delle corrette informazioni e per eventuali future altre necessità".

"In ogni caso - sottolinea la CRI - l'uso di corretti protocolli sanitari, l'utilizzo di DPI che proteggono gli operatori del soccorso e la profilassi antibiotica per i casi accertati di origine batterica sono le uniche raccomandazioni che possono essere date".

"Le Misericordie - ci spiega
Gianluca Staderini, Direttore della Federazione delle Misericordie toscane - hanno fatto la loro parte secoli fa di fronte alle epidemie di peste, figuriamoci se ci tiriamo indietro per la meningite. Certo un po' preoccupati lo siamo, perché il fatto che i nostri volontari siano in prima linea ci espone a dei rischi. Buona parte dei nostri volontari è comunque vaccinata e ci stiamo impegnando, con le asl e il 118, per provvedere a vaccinare anche gli altri."
"Siamo in contatto costante con la Regione e le Asl - sottolinea poi Staderini - per fare tutto quello che è possibile da parte nostra per fronteggiare questa situazione che ora in Toscana sta suscitando preoccupazione".

"Sulla meningite - afferma Fabrizio Pregliasco Presidente di Anpas nazionale  - ci sono protocolli ben standardizzati e che riguardano anche le persone che devono occuparsi del trattamento dei pazienti. Al di là del clamore del momento, il personale che opera sulle ambulanze è sufficientemente formato e soprattutto non bisogna dimenticare che è inserito in una rete di professionisti e di un sistema preparato con procedure e prassi consolidate. Bisogna constatare che a differenza dell'eccesso di negatività sulle vaccinazioni che riguardano ad esempio l'influenza, nel caso della meningite invece stiamo registrando forse un eccesso di allarmismo. Va consolidata la prassi per tutti i casi di sospetta meningite e fare ulteriori indagini epidemiologiche sui portatori sani, che sono comunque una bassa percentuale, ma che potrebbero essere vettori per altri soggetti. Quindi, a parte l'invito ad evitare gli allarmismi, continuiamo a invitare i nostri volontari e i soccorritori tutti a continuare a tenere alta la guardia sia continuando a informarsi, sia continuando a collaborare con le aziende sanitarie locali e con tutto il sistema 118, sia facendosi facilitatori dei messaggi volti alla prevenzione e alla vaccinazione.

Patrizia Calzolari