''TRADR'': un robot aiutera'
i Vigili del Fuoco nei soccorsi

"TRADR" è il nome del progetto europeo di ingegneria robotica che sviluppa tecnologie per la cooperazione tra operatori e robot su missioni di soccorso anche  multiple o complesse

Robot e Vigili del Fuoco a stretto contatto in situazioni di emergenza? La risposta è in via di elaborazione. Un progetto europeo dal nome "TRADR" (Long Term Human-Robot Teaming for Robot Assisted Disaster Response - impiego di robot a supporto dei soccorritori in emergenze a lungo termine) si pone l'obiettivo di sviluppare tecnologie per la cooperazione tra operatori e robot anche su missioni multiple o complesse.

Il progetto, che fa seguito all'analogo "NIFTI", ha preso il via a Pisa a novembre dell'anno scorso e
vede la partecipazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sia come utilizzatore finale dei sistemi sia come partner scientifico. I Vigili del Fuoco italiani, tedeschi e olandesi parteciperanno al progetto definendo gli scenari reali di possibile impiego dei robot in emergenza.

L'ingegneria robotica deve infatti essere testata e studiata nella reale pratica emergenziale, e chi meglio di un soccorritore in carne ed ossa può spiegare necessità, pericoli e tempistiche di un intervento in emergenza?

Il TRADR avrà una durata quadriennale e, stando alla tabella di marcia, ogni anno verrà studiato uno scenario di utilizzo di vari e diversi robot - via terra o che possono volare - con compiti via via sempre più complessi. In particolare, nel primo anno si vuole studiare l'uso delle macchine, guidate a distanza da soccorritori, in ambienti statici per l'osservazione dei siti emergenziali o la raccolta di campioni. Il secondo anno invece si vuole passare ad uno studio in ambienti dinamici come incendi controllati, piccoli sversamenti di liquidi particolari o cadute di piccole strutture. Il terzo anno lo scenario si complica ancor di più: si vuole capire se è possibile usare più robot contemporaneamente che possano scambiarsi informazioni in varie situazioni, questo per cercare di diminuire il coinvolgimento del soccorritore in situazioni di rischio. L'ultimo anno infine verranno testati sempre più robot in azione contemporaneamente in eventi dinamici.

Per realizzare il progetto
potranno essere utilizzate sia strutture di addestramento appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che consentirebbero di simulare situazioni di attività di soccorso con presenza di robot, sia siti ad hoc ricostruiti in scala reale.

Non è nuovo l'utilizzo di robot o droni in situazioni di pericolo per visionare l'ambiente circostante: dopo i terremoti in Emilia di maggio 2012 alcuni robot sono stati impiegati per avere riprese video dell'interno di edifici inagibili - tutelando così l'incolumità della persona fisica -, oppure ultimamente si usano droni per sorvolare frane e grandi dissesti.

Approfondire la potenzialità di azione dei robot in emergenza, questo è dunque l'obiettivo del progetto.


Sarah Murru

(fonti: sito web TRADR, sito web Vigili del Fuoco)