Tragedia Concordia: forse 70 dispersi,
aumentano i feriti e si cercano le cause

Il disastro consumatosi ieri notte di fronte all'Isola del Giglio ricorda ai tanti passeggeri che lo hanno vissuto l'esperienza del Titanic: lentezza nelle operazioni di salvataggio, panico, feriti e corsa contro il tempo. Si indaga sulle cause dell'accaduto.

È salito il numero delle persone ferite nel disastro avvenuto ieri sera di fronte all'Isola del Giglio: il naufragio della nave Concordia avrebbe causato 67 feriti, di cui alcuni gravi. Vengono confermate le tre persone decedute a causa dell'incidente, due francesi e un peruviano.

Questa mattina vi era solo l'allarme di possibili persone disperse in seguito alla disgrazia, oggi in giornata invece, finite le operazioni di identificazione, è stata diramata la notizia dalla Guardia Costiera che vede mancare all'appello dalle 60 alle 70 persone.

Un testimone racconta :"È stato tremendo. Mi e' sembrato di stare sul Titanic: ho visto gente disperata. Intorno a me grida e terrore ma soprattutto incertezza su cosa fare. Secondo me non siamo stati aiutati adeguatamente dall'equipaggio ad abbandonare la nave. Ho visto tanta gente arrangiarsi da sè".
I testimoni affermano inoltre che prima che le operazioni di salvataggio cominciassero è passata all'incirca un'ora e mezza, se non due, mentre tra la gente dilagava il panico.
Altre testimonianze poi affermano che dopo aver sentito l'urto secco della nave l'equipaggio avrebbe inizialmente comunicato ai passeggeri che la situazione non era di pericolo, bensì vi erano stati unicamente dei guasti al sistema elettrico.

L'agenzia di stampa ANSA comunica che il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, è in stato di fermo. I reati contestati sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave mentre c'erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo.
Circa la dinamica dell'incidente il comandante si difende riferendo che la nave nell'impatto deve aver urtato una roccia non segnalata nelle carte nautiche, in quanto afferma che la distanza dalla costa a cui stavano navigando era adatta per la navigazione turistica. Sembra che la distanza dalla costa dell'Isola del Giglio fosse di circa 300 metri.
Gli isolani però sostengono che tutti gli scogli intorno al Giglio siano ben segnalati sulle mappe. Solo per un errore o per mancanze di conoscenza, aggiungono, è possibile finirci contro.

I dubbi sulla dinamica dell'incidente sono tanti, ancora infatti non è stato chiarito e capito quanto avvenuto. Ci si domanda se si tratti di un errore umano, di un errore tecnico, di disattenzione, o scarsa conoscenza. Inoltre i dubbi si aprono anche sulla giusta rotta intrapresa dalla nave.
Le risposte circa le responsabilità e le cause della tragedia si avranno probabilmente a giorni, anche se si spera di far chiarezza prima.

Intanto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in stretto raccordo con il comando generale della Capitaneria di Porto, ha avviato un'indagine ministeriale per accertare le dinamiche, le cause, ed eventuali responsabilità dell'affondamento della nave.
Lo annuncia un comunicato del dicastero, che aggiunge anche che "nel corso delle operazioni, il Comandante della Capitaneria di porto di Livorno ha provveduto a mettere in sicurezza la nave per evitare fuoruscite di sostanze inquinanti, anche attraverso il travaso del prodotto verso altre unità".




Redazione