L'ingresso della grotta Tacchi Zelbio (foto CNSAS)

Tragico incidente in grotta. Perde la vita nel comasco uno speleologo valdostano

L'incidente alla grotta Tacchi Zelbio, le operazioni di soccorso erano scattate nel tardo pomeriggio di ieri. Coinvolti nell'intervento 48 tecnici speleo della IX delegazione speleologica lombarda e 10 tecnici della XIX delegazione alpina lariana. Il corpo dello sfortunato speleo dello Speleo Club CAI Val d'Aosta recuperato alle 04:40 di questa notte.

Si sono concluse alle ore 04:40 di oggi le operazioni di recupero del corpo senza vita dello speleologo - G. G. - appartenente allo Speleo Club CAI della Valle D'Aosta, scivolato ieri pomeriggio nel torrente sotterraneo all'interno della grotta Tacchi Zelbio (sistema carsico della Valle del Nosè, comune di Zelbio, Como).

In corrispondenza del primo sifone, a circa 250 m dall'ingesso, lo speleologo si era calato in una delle fenditure che collegano il ramo fossile della grotta con il ramo attivo ma è stato trascinato via dal fiume sotterraneo in piena a causa delle abbondanti precipitazioni di questi giorni. Il luogo dell'incidente è situato a 80 metri di profondità dall'ingresso.

La grotta è lunga circa 9 km ma solo il primo chilometro è normalmente percorribile dagli speleologi proprio a causa delle acque che la percorrono e che sfociano - attraverso percorsi ancora da scoprire - nel sottostante Lago di Como.

La complessa operazione di recupero ha coinvolto diverse strutture operative del CNSAS subito intervenute dopo che i compagni dello speleologo erano riusciti ad uscire per lanciare l'allarme attraverso il numero unico di richiesta di soccorso 118 alle ore 17 di ieri.

Sono state coinvolte l'intera IX delegazione speleo lombarda, la XIX delegazione alpina lariana, speleosub addestrati nella gestione in sicurezza di interventi di recupero in grotte subacquee e tecnici disostruttori specializzati nell'allargamento artificiale delle strettoie che ostacolavano la progressione della speciale barella con il corpo dello speleologo.


(red. fonte CNSAS)