fonte: Provincia Autonoma di Trento

Trento, approvato il Piano degli interventi dopo la tempesta Vaia

Il Piano 2019-2023 prevede interventi per quasi 60 milioni di euro, dei quali 15,5 milioni di euro per gli interventi urgenti volti al ripristino della funzionalità degli alvei e delle opere di sistemazione idraulica e forestale

La tempesta Vaia dello scorso fine ottobre non ha solo raso al suolo 19mila ettari di bosco in Trentino, ma ha anche provocato numerose criticità sul reticolo idrografico provinciale con diffusi dissesti idrogeologici: frane, colate, rilasci di materiale, cedimenti alle strutture stradali, danni agli acquedotti ed alle linee energetiche ed alle reti di smaltimento delle acque. A provocare i danni maggiori, vento a parte, sono stati i corsi d'acqua: sono circa 300 sul territorio provinciale i punti georeferenziati che il Servizio Bacini montani, in collaborazione con il Servizio Geologico e con i Comuni, ha inserito nel Catasto eventi e per i quali il "Piano degli interventi 2019-2023 in materia di sistemazione idraulica e forestale" prevede specifici interventi in base ad un ordine di urgenza e priorità. Il Piano, approvato dalla Giunta provinciale su proposta dell'assessore all'agricoltura, foreste, caccia e pesca, prevede interventi, nel corso della legislatura, per quasi 60 milioni di euro, dei quali 15,5 milioni di euro per gli interventi urgenti volti al ripristino della funzionalità degli alvei e delle opere di sistemazione idraulica e forestale.

Per quanto riguarda i corsi d'acqua e le opere idraulico-forestali di competenza provinciale, le principali criticità si sono concentrate nelle zone di versante e su alcuni conoidi di fondovalle (in particolare nelle valli di Sole, Non, Fiemme, Fassa e in Valsugana), dove si sono verificati fenomeni sparsi di colata detritica. L'evento più significativo si è originato lungo il Rio Rotiano (Val di Sole), dove una colata detritica di grandi proporzioni ha invaso il conoide alluvionale sul quale sorge l'abitato di Dimaro, causando la perdita di una vita umana e ingenti danni a proprietà private ed a strutture e infrastrutture pubbliche.

In molti altri casi il materiale trasportato dai corsi d'acqua verso valle è stato intercettato dalle opere di presidio esistenti sul territorio attraverso l'attivazione di briglie filtranti e il riempimento di vasche  e piazze di deposito, contribuendo a ridurre l'apporto di materiale e conseguentemente i danni in fondovalle. Nelle zone di fondovalle, nonostante le abbondantissime piogge che hanno portato i livelli idrometrici a quelli dell'alluvione del 1966, non si sono evidenziate criticità rilevanti. Lungo le aste dei fiumi Adige, Sarca e Brenta si sono verificati alcuni fenomeni di esondazione localizzata che hanno interessato zone agricole storicamente alluvionali, ed erosioni delle sponde lungo le aste del fiume Brenta e dei torrenti Noce e Avisio.

Nel Piano, inoltre, rientrano anche opere di antincendio boschivo (700.000 euro), interventi previsti dal Piano generale di bonifica (275.000 euro) e interventi cofinanziati dal Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020 (2 milioni di euro) per “Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi”,
tra i quali è ricompreso anche il consolidamento delle murature del fiume Brenta a Borgo Valsugana presso il parcheggio di Piazzetta Ceschi e il polo scolastico.

red/mn

(fonte: Provincia autonoma di Trento)