I partecipanti alla conferenza

Troppe vittime tra i fungaioli.
Appello del CNSAS: "5 regole
per chi va in montagna"

Conferenza stampa del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico sugli incidenti in montagna ai fungaioli. "La montagna non è assassina, è una situazione anomala, lanciamo un appello a rispettare poche regole per normalizzarla". Il picco degli incidenti previsto tra metà settembre e metà ottobre

43 vittime in meno di 50 giorni, a fronte di 128 interventi. Sono questi i dati che il Soccorso Alpino e Speleologico ha esposto quest'oggi nel corso di una conferenza stampa, nella quale è stato fatto il punto su quella che è stata definità a più voci la "strage" dei fungaioli. Termine sicuramente troppo forte, ma l'incremento dei numeri rispetto agli anni precedenti è impressionante, tanto da spingere il Soccorso a lanciare pubblicamente un appello alla sicurezza, per la prima volta in 6 anni di presidenza di Pier Giorgio Baldracco.

"La situazione è anomala" - ha spiegato il presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico durante l'incontro con la stampa - ma va contrastata, anche alla luce del fatto che il picco degli incidenti per i cercatori di funghi, storicamente, è previsto tra la metà di settembre e la metà di ottobre. "La montagna non è assassina" - ha spiegato Baldracco insieme al presidente delle Guide Alpine Erminio Sertorelli, i vicepresidenti del CNSAS Valerio Zani e Corrado Camerini e il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino Roberto Bolza - regione che concentra il numero di vittime più alto - "ma sono i nostri comportamenti che devono essere approntati in maniera responsabile".

Scorrendo le tristi cifre si nota che tra le cause di morte non ci sono avvelenamenti ma in maggior numero incidenti dovuti a scivolate nei dirupi e, in qualche caso, disturbi cardiaci. Ciò è dovuto anche al fatto che il 70% delle vittime sono ultrasessantenni, e sette dei deceduti erano al di sopra degli 80 anni. Un dato da cui si evince che se da un lato la miglior qualità della vita consente di fare attività fisica, dall'altro indica come sia purtroppo vero che le persone anziane incidentate sono più fragili, e necessitano di interventi rapidi.

Da questi dati parte quindi l'invito a rispettare 5 regole "d'oro", semplici, per far si che i fungaioli, ma ancor di più tutte le persone che frequentano la montagna, possano continuare a viverla, in sicurezza. Così che si possano diminuire gli incidenti e, nel caso si verifichi il bisogno di soccorsi, ridurre il tempo d'intervento aumentando le possibilità di sopravvivenza:

  • non parcheggiare la macchina in luoghi nascosti o distanti dalla zona in cui si va a cercare funghi
  • lasciar sempre detto dove si va a cercare i funghi o almeno, se non lo si vuole dire, mettere un biglietto dentro la macchina parcheggiata lasciando scritto la zona dove ci si reca
  • Vestirsi con abiti sgargianti, non mimetici, per favorire gli eventuali soccorsi
  • Utilizzare calzature adatte alla montagna, evitando assolutamente gli stivali di gomma
  • Non andare a funghi da soli, perchè in caso di bisogno l'amico può aiutare a localizzare il cercatore
Cinque regole di buon senso, al quale va aggiunto che è buona regola il controllare sempre le condizioni metereologiche prima dell'escursione - link - , e avere il cellulare con sè, ben carico. Regole che speriamo, in queste settimane che si annunciano critiche, gli escursionisti applichino scrupolosamente.

Enzo Voci

NOTA: sul nostro giornale nei prossimi giorni troverete un approfondimento dedicato all'incontro con video e interviste