Ue, mitigazione rischi:
comincia il progetto "Reakt"

E' cominciato ieri "Reakt", progetto europeo dedicato al miglioramento dell'efficienza dei metodi di mitigazione del rischio sismico e della loro applicabilità a strutture, infrastrutture e persone

Con il meeting in svolgimento da ieri a Napoli ha preso ufficialmente il via il Progetto "Reakt",  uno dei più ambiziosi progetti di ricerca sulla riduzione dei rischi naturali in Europa nell'ambito del VII Programma Quadro, con circa 7 milioni euro di finanziamento. Il progetto, della durata di 36 mesi, è guidato dall'Amra (Analisi e Monitoraggio Rischio Ambientale Scarl) e riunisce 23 partner scientifici europei provenienti da 15 paesi. Tra gli scopi di REAKT (Strategies and tools for Real time EArthquake RisK reducTion), dedicato al miglioramento dell'efficienza dei metodi di mitigazione in tempo temporale del rischio sismico e della loro applicabilità a strutture, infrastrutture e persone, ci saranno ferrovie più sicure contro i terremoti.

Grazie all''early warning', il sistema di allerta sismica che può bloccare in automatico un treno pochi secondi prima dell'arrivo delle onde distruttive di un terremoto
, non appena
vengono registrate le onde di un terremoto, che in genere hanno un'ampiezza molto bassa e non producono danni. E' quindi possibile essere avvisati con decine di secondi, e a volte minuti, di anticipo sull'arrivo delle onde distruttive. "Un vantaggio non da poco- spiega il geofisico Paolo Gasparini, coordinatore del progetto REAKT e Presidente del centro di competenza Amra- che offre la possibilità di porre in essere alcune procedure di mitigazione del rischio che a volte risultano decisive". Sistemi di early warning sono applicati finora intensivamente solo in Giappone e hanno contenuto sensibilmente, per esempio, i danni del recente terremoto che ha colpito la costa orientale dell'isola di Hon-shu. In Europa, proprio l'Italia, e in particolare Napoli, costituisce il principale polo degli studi in questo settore."Per quanto riguarda l'Italia - continua Gasparini - gli studi applicativi che metteremo in essere nell'ambito di REAKT riguarderanno la fattibilità e l'opportunità della trasformazione della rete accelerometrica nazionale (RAN) del Dipartimento di Protezione Civile in una rete di early warning nazionale. In particolare, l'applicazione dell'early warning a difesa del tratto Nola-Baiano della Ferrovia Circumvesuviana (il più vicino alla faglia dell'Irpinia) e la sperimentazione del metodo in due scuole, una a Sant'Angelo dei Lombardi, una delle zone più devastate dal terremoto dell'Irpinia del 1980, e l'altra nell'area vesuviana".

Ma "Reakt" non si fermerà qui: per ridurre la vulnerabilità della popolazione urbana esistono infatti anche altre metodologie operative di riduzione dei rischi in tempo reale, come quelle che si basano su previsioni sismiche fornite da modelli probabilistici. Un obiettivo del progetto è di portare queste metodologie ad un livello pre-operativo e, per la prima volta in assoluto, integrare early warning e metodi probabilistici - ossia tutte le componenti di un sistema di riduzione in tempo reale del rischio sismico in un unico approccio sistematico e probabilistico. Si affronteranno anche le problematiche riguardanti l'informazione della popolazione e la decisione delle strategie da adottare quando l'informazione su cui basarsi è caratterizzata da grandi livelli di incertezza e tempi molto brevi. Negli ultimi 35 anni, fra il 1976 e il 2010, il 20 % dei terremoti catastrofici avvenuti nel nostro pianeta si sono verificati in Europa, producendo circa 62.00 morti, che rappresentano il 7% delle vittime per eventi sismici nell'intero pianeta, e danni per circa 111.000 milioni di euro. La popolazione europea, soprattutto nella fascia circum-mediterranea, è esposta a livelli di vulnerabilità sismica individuale da 10 a 100 volte maggiore di quelle del Giappone e degli Stati Uniti: una persona che vive dell'Europa meridionale ha una probabilità da dieci a 100 volte maggiore di morire per un evento sismico, a causa della maggiore vulnerabilità delle strutture che lo circondano.

Tra gli eventi naturali, i terremoti sono quelli che causano la maggior parte delle perdite in termini di vite umane a livello mondiale. La mitigazione del rischio sismico dovrebbe quindi essere una priorità delle amministrazioni dei paesi che si trovano nelle zone del mondo più colpite dai terremoti. Il rischio sismico è una caratteristica intrinseca ad un territorio, e non può quindi essere ridotto tentando di diminuire la pericolosità. L'unica via possibile è agire sull'esposizione e/o la vulnerabilità. Ridurre l'esposizione vuol dire, ad esempio, non localizzare le attività umane nelle zone più pericolose, attraverso la pianificazione urbanistica di insediamenti futuri. Osservando le lo sviluppo dell'urbanizzazione nel pianeta non risulta però che la bassa pericolosità sismica sia un parametro guida, e quindi la tendenza è quella di aumentare l'esposizione, piuttosto che diminuirla. Alla luce di questo, per ridurre il rischio sismico
in zone in via di urbanizzazione, non rimane che operare sulla vulnerabilità, rendendo le strutture e le infrastrutture più resistenti ai terremoti. Il Giappone e la California offrono un ottimo esempio in questo senso, mentre in Europa, e particolarmente in Italia, una percentuale importante delle strutture è costituita da edifici costruiti decenni o addirittura secoli fa, spesso non del tutto adeguati a resistere alle forze laterali che impone il terremoto.
 

L'early warning consente di ridurre l'esposizione, e cioè le perdite conseguenti ai danni, cosa che non è sempre consentita dal tradizionale rinforzo sismico. Tuttavia,  esistono alcune problematiche ad esso relative che richiedono ancora ricerca e sperimentazione: ad esempio ridurre il tasso di falsi allarme. Fermare un ascensore è un'azione con lievi conseguenze, e l'accettabilità di un falso allarme è alta; interrompere il traffico ferroviario o il rifornimento di gas a una città ha conseguenze ben più gravi e richiede lunghi tempi di ripristino, perciò l'accettabilità di un falso allarme è molto minore. In generale, quanto più aumenta l'efficacia dell'azione tanto meno è accettabile un falso allarme. L'obiettivo dei sistemi di early warning di prossima generazione è raggiungere maggiori livelli di affidabilità, ed è in questa direzione che va la ricerca italiana. Esistono inoltre rilevanti problemi legati alle responsabilità di allarme. Chi ha titolo per lanciarlo e chi è responsabile di eventuali falsi e/o mancati allarmi sono questioni rilevanti, e al momento l'unica normativa di riferimento è quella dal governo giapponese. Analogamente, per gestire l'allarme alla comunità non si può trascurare il tema della percezione del rischio da parte dei cittadini. Questi problemi rendono l'early warning ancora più interdisciplinare, e mostrano che richiede ancora molto studio. Tuttavia, tra quelli innovativi, questo approccio appare tra i pochi praticabili per ridurre il rischio sismico in aree fortemente urbanizzate.




Redazione
JG