(fonte foto: salviamolorso.it)

Un corso per imparare a
gestire gli orsi ''confidenti''

Hanno sempre meno paura dell'uomo e si avvicinano all'abitato in cerca di cibo: sono gli orsi cosiddetti, a seconda dei casi, "confidenti" o "problematici". Un corso ad hoc forma i tecnici addetti alla gestione di situazioni emergenziali che vedono protagonista l'orso bruno

Secondo corso di qualificazione per il personale del Corpo Forestale dello Stato e Polizia provinciale per addetti alle squadre di emergenza per la gestione degli orsi "confidenti".
Vengono definiti, a seconda dei casi, "confidenti" o "problematici" quegli orsi  che, per ragioni diverse, manifestano comportamenti caratterizzati da una minore diffidenza nei confronti dell'uomo che si manifesta anche con una evidente propensione al cibo facile proveniente da insediamenti umani, spesso troppo facilmente disponibile e non solo in aree rurali.

Obiettivo del corso quello di migliorare ed integrare la funzionalità delle squadre già esistenti per la gestione qualificata di questi animali, così da dare al problema una risposta che non sia esclusivamente di tipo emergenziale, cosa che peraltro, come dimostrato in diversi episodi verificatisi nel corso degli ultimi anni, non si è rivelata funzionale alla sua soluzione.

Il corso di formazione si è concentrato  su questi aspetti e sulla conoscenza delle caratteristiche delle due popolazioni di orso bruno presenti in Italia, sulle importanti differenze che le connotano, sulle minacce che vi gravano e sulle procedure per la gestione dei conflitti.
Durante il corso, che ha avuto la durata di una settimana, sono stati forniti ai partecipanti i principali elementi, teorici e pratici, connessi alla gestione degli orsi confidenti, compresa la ricerca di segni di presenza e le prove in poligono con l'arma non letale utilizzata per la dissuasione.

L'orso bruno (Ursus Arctos) in Italia ha un futuro piuttosto incerto. Sulle Alpi, un recente intervento di reintroduzione ne ha scongiurato momentaneamente l'estinzione, mentre in Appennino poche decine di orsi marsicani, rappresentanti di una sottospecie unica, lottano ancora per non scomparire.
Gli interventi necessari per garantire la conservazione di queste popolazioni sono numerosi e richiedono lo sforzo congiunto di tecnici, ricercatori ed amministratori oltre al supporto di opinione pubblica e dei principali portatori di interesse. In questo ambito è nato il progetto LIFE Arctos che riunisce diversi soggetti con l'obiettivo di avviare una serie di interventi strutturali, sia sulle Alpi sia in Appennino, in linea con quanto previsto dai piani d'azione sviluppati per la tutela dell'orso.

Il corso appena terminato,  promosso dall'Ispettorato Generale del Corpo forestale dello Stato  in collaborazione con le Regioni Lombardia e Friuli Venezia Giulia, partner del progetto Life ARCTOS,  ha visto la partecipazione di personale proveniente dai vari ambiti geografici e territoriali interessati dalla presenza di orso bruno nel territorio italiano: Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia per l'area alpina, Abruzzo, Lazio e Molise per l'appennino. In totale circa 80 unità appartenenti al Corpo Forestale dello Stato, alle Polizie Provinciali di Lecco, Brescia, Sondrio, Bergamo, Vicenza, Verona, Belluno, Treviso, Udine, al Corpo Forestale Regionale del Friuli Venezia Giulia e alcune guardie del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.


red/pc


(fonte: regione FVG/Life-Arctos.it)