(fonte foto: giornalettismo.com)

Un'operazione di successo: la Concordia è di nuovo in verticale

Dopo 19 ore di lavoro il relitto della Costa Concordia è stato riportato in assetto verticale: un lavoro che ha coinvolto oltre 500 persone che, ognuna col proprio ruolo, hanno contribuito al successo di un'operazione prima al mondo

Complimenti! Bravi!
Non ci si può esimere dall'applaudire la squadra che ha lavorato e gestito la rotazione della Concordia. Tra scetticismo ed attesa la sfida si è conclusa in maniera positiva: il titanico relitto della Costa Concordia, naufragato all'Isola del Giglio il 13 gennaio 2012, è ora nuovamente in assetto verticale. Un'operazione che è stata possibile grazie al contributo di ognuna delle oltre 500 persone che hanno lavorato a questo progetto e alla realizzazione dello stesso. E questo va detto e va riconosciuto: un ottimo lavoro.

Il parbuckling è durato circa 19 ore, contro le 12 inizialmente annunciate, ma "chi va piano va sano e va lontano" e sappiamo che la fretta non spesso è amica della sicurezza.
Un'operazione straordinaria e prima al mondo: non era mai accaduto infatti che una nave di grandissime dimensioni appoggiata su un fondale scoglioso venisse raddrizzata e appoggiata su un fondale costruito artificialmente. Alle 4 di notte è arrivato l'annuncio ufficiale: la rotazione della Concordia è conclusa, il relitto è tornato in asse e le sirene hanno cominciato a suonare. Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli ha comunicato il successo del parbuckling alle telecamere e ai giornali di tutto il mondo insieme ai responsabili del progetto per la Costa, Franco Porcellacchia, e per il consorzio Micoperi, Sergio Girotto. ''Meglio di così non poteva andare'' è stato sintetizzato stanotte in conferenza stampa mentre le mani applaudivano una squadra che tra sorrisi e abbracci ha comunicato la propria soddisfazione dopo 19 ore di tensione e lavoro.

Il relitto della Costa Concordia è stato riportato in posizione verticale dopo una rotazione di 65 gradi e poggia ora sulle sei piattaforme subacquee di acciaio, che sono state appositamente posizionate per creare una base stabile per il relitto.
Molta preoccupazione in fase di rotazione era stata espressa per le possibili condizioni della fiancata sommersa che a prima vista appare molto schiacciata. La situazione è però "meno preoccupante di quanto fosse l'impressione da lontano - ha sottolineato poco fa Gabrielli - . Lo schiacciamento appare amplificato dal fatto che i balconi sono stati spazzati via, ma la nave è più integra di come sembra. Anche la parte sottostante sembra meno compromessa di come si pensava. Ci sarà comunque ancora da lavorare".
Appena la nave sarà messa in sicurezza, saranno due le azioni da compiere con maggiore priorità: "uno: la ricerca dei corpi che ad ora non sono stati ritrovati - sottolinea Gabrielli - quindi l'ipotesi che potessero trovarsi tra lo scafo e il fondale non è detto che trovi riscontro, faremo comunque delle immersioni; due: avremo molto da fare, molti studi e lavori, da qui alla prossima primavera, quando ci auguriamo che la nave lascerà l'isola. Abbiamo fatto un bel tratto di strada, ma questa non è ancora terminata".

Il raddrizzamento della Concordia è stato "la vittoria di una squadra: pubblico e privato assieme. Non c'è mai stato un uomo solo al comando, è il risultato di un lavoro che aveva una comunione di intenti. E' un successo che possiamo orgogliosamente scrivere nella storia del nostro Paese" ha concluso il Commissario straordinario per l'emergenza Gabrielli.


Sarah Murru