Conferenza stampa CNG_AVUS (foto: Walter Milan)

Un premio costruito di ricordi.
Per non dimenticare mai

A Roma, in un'affollata conferenza stampa, è stato presentato il Premio di Laurea dedicato agli studenti morti nel terremoto de L'Aquila. I familiari: lo Stato ci ha dimenticati

Michele Orefici, il Coordinatore Protezione Civile dell'Ordine dei Geologi guarda i giornalisti. "Siamo davanti a qualcosa che non dovrebbe mai accadere. Dei genitori che perdono i figli. Pensate, non c'è neppure una parola nel dizionario italiano per descrivere questo stato".
La conferenza stampa organizzata dai geologi e dall'AVUS, l'associazione dei familiari di 13 ragazzi morti nel terremoto de L'Aquila, è da "tutto esaurito". A Roma per l'appuntamento sono arrivati anche giornalisti stranieri. Eppure nella sala che ospita l'evento, stipata come non mai, non si sente volare una mosca. I relatori prendono la parola l'uno dopo l'altro. Gli sguardi sono tutti per loro.

Il Consiglio Nazionale dei Geologi e l'Associazione Giovani Vittime Universitarie del Sisma hanno organizzato l'incontro con la stampa per presentare il Premio di Laurea voluto in ricordo proprio dei giovani studenti. Le presentazioni si stanno svolgendo in tutt'Italia, ma la tappa romana è stata sicuramente molto importante.
"E' un premio che andrà ad alcune tesi di laurea che affrontano il tema della prevenzione del rischio sismico", ha detto Michele Orefici. "Vogliamo trasformare questo concetto da sterile parola, com'è ora, in un qualcosa di concreto. Lo dobbiamo per i ragazzi che hanno perso la vita a L'Aquila, e per i loro genitori. E' un percorso che stiamo affrontando assieme, giorno dopo giorno".

L'iniziativa è già stata presentata con successo negli atenei di Camerino, Palermo e Roma. Ma questa sorta di "viaggio itinerante porterà AVUS e geologi anche a Firenze, Bologna e Milano, per abbracciare quanti più giovani possibile.

Nella conferenza stampa di Roma è stato presentato anche il libro del giornalista RAI Umberto Braccili, che ha raccolto testimonianze, interviste, foto su tutto quello che è accaduto in Abruzzo a partire dalla tragica notte del 6 aprile del 2009. C'è anche la "lettera dal futuro" firmata Maurizio Natale, uno dei ragazzi che hanno perso la vita a L'Aquila. A scriverla in realtà è stata la fidanzata Marilisa, che ha immaginato come starebbe stato il loro futuro se quella notte non fosse finito tutto. "Sono tornato a L'Aquila, 10 anni dopo il forte sisma che ha distrutto la città. Sono andato a pregare alla Basilica di Collemaggio... -dice la lettera - Ho passeggiato per le strade del centro. Ed in fine sono stornato in via Luigi Sturzo dove abitavo quell'anno, il mio palazzo quella notte si sbriciolò. Per fortuna in molti non dormivano in casa dopo gli allarmi dati dal Comune e dalla protezione civile durante la settimana precedente, e noi studenti eravamo già a casa per le vacanze di Pasqua dato che l'università era stata chiusa anticipatamente. (...) Il 14 settembre del 2014 mi sono sposato, Don Nicola ha celebrato il mio matrimonio... da due anni sono diventato papà e Nico è la mia gioia. Questa è la storia che avrei voluto raccontarvi, questa è la vita che avrei desiderato per me e per la mia famiglia, questo è quello per cui ho sempre pregato... ma purtroppo quella notte sono morto". Parole forti, che lasciano il segno. Come del resto tutto il materiale raccolto nel volume.

Quando durante la conferenza stampa parla Sergio Bianchi, il presidente dell'AVUS e papà di Nicola, sono parole forti. "Viviamo nel ricordo. Le nostre iniziative hanno l'obiettivo di ricordare questi ragazzi il più a lungo possibile. Il libro è stato un modo per sentirci meno soli. Ci sentiamo abbandonati: lo Stato non ci ha voluti vedere e tenere in considerazione, neanche da un minuto dopo il terremoto. E' stato comodo per lo Stato cancellarci. Ma noi questo non lo accettiamo".




Walter Milan