Una proposta di legge per salvare le Scienze della Terra

Soddisfazione nel mondo accademico e nella comunità scientifica per la proposta di legge che, correggendo la riforma Gelmini, impedirà la chiusura dei Dipartimenti di Scienze della Terra, sedi della formazione dei geologi italiani

"E’ in dirittura di arrivo la legge che salverà le Scienze della Terra in Italia che permetterà finalmente di salvare i Dipartimenti di Scienze della Terra dove il geologo si forma": è quanto afferma con grande soddisfazione Gian Vito Graziano, Presidente del CNG - Consiglio Nazionale dei Geologi che nelle scorse settimane aveva lanciato un forte allarme sulla drastica riduzione dei Dipartimenti di Scienze della Terra , passati nei quattro anni successivi all'entrata in vigore della Riforma Gelmini da 34 a 8.
"Un brutale ridimensionamento della Geologia nelle Università di tutto il Paese  - ha sottolineato Nicola Casagli dell’Università di Firenze - che si è paradossalmente verificato contemporaneamente all'esplosione del problema del dissesto idrogeologico. Adesso la proposta di legge pone un correttivo ad un errore del passato".
Sulla stessa linea le altre dichiarazioni provenienti dal mondo accademico e dalla comunità scientifica: "La sopravvivenza di un adeguato numero di dipartimenti di Scienze della Terra – ha affermato Domenico Calcaterra, docente dell’Università Federico II di Napoli e Consigliere CNG -  è un presupposto imprescindibile al fine di favorire, in tutto il Paese, la diffusione della cultura geologica e la crescita, sia qualitativa che numerica, della categoria professionale, vero baluardo a difesa del territorio nazionale".
"Le Scienze della Terra  - aggiunge Giovanni Crosta, dell'Università Milano Biccocca -  svolgono un ruolo fondamentale nella preparazione di figure professionali indispensabili  per la gestione del territorio, l'analisi dei processi naturali, lo sfruttamento delle risorse e la protezione dell'ambiente. La contrazione forzata dei dipartimenti e del personale universitario ha impattato in modo inaccettabile sulla formazione delle nuove generazioni di geologi".

Sull'argomento si è espressa anche l’Associazione Italiana di Geologia Applicata ed Ambientale (AIGA): "Si è compiuto un primo, importante passo verso una nuova stagione che ponga lo studio del territorio – ha osservato Francesco Maria Guadagno, Presidente Nazionale AIGA e docente dell’Università del Sannio - e della sua fragilità geologica, al centro dell'attenzione della comunità accademica, scientifico-tecnica nonché politica". "La necessità di mantenere in vita Dipartimenti di Scienze della Terra – ha infine concluso Nicola Sciarra, presidente dell'Associazione Internazionale di Engineering Geology -  seppur  sotto-soglia, è motivo imprescindibile della tutela di gruppi di ricerca che per la loro peculiarità assicurano alla società un reale sostegno scientifico alla salvaguardia del territorio".

red/pc

(fonte: CNG)