Una "tavola vibrante" per studiare il terremoto

E’ lunga quattro metri e larga due. Stiamo parlando del primo simulatore sismico presente in Toscana. Una tavola vibrante capace di riprodurre fedelmente i movimenti provocati dal terremoto. E’ stata realizzata dalla Prato Ricerche. E alla presentazione, nei giorni scorsi, c’era anche il Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio

Una tavola vibrante che riproduce perfettamente i movimenti del terremoto, l'unica in Toscana e anche nel centro Italia se si considerano le particolari caratteristiche (grandezza e bidimensionalità). E’ stata presentata nei giorni scorsi al Museo di Scienze planetarie di Prato.
Il simulatore sarà messo a disposizione di ricercatori e ingegneri, Università e studenti per un'esperienza realistica della scossa e anche per prove su modellini. Il debutto del simulatore pratese ha concluso un affollato incontro sul rischio sismico.
“Prato è un territorio 'maturo' dal punto di vista della Protezione civile dove, come accade stamani, Regione, Comuni, Prefettura, tecnici e Università si confrontano all'interno di una rete che lavora su tante forme di rischio” ha detto il Capo del Dipartimento di Protezione civile, Fabrizio Curcio, concludendo la tavola rotonda al centro di "Il rischio sismico dell'edificato esistente. La conoscenza, anche sperimentale-sensoriale, come strumento di riduzione”. L’incontro è stato promosso dalla Fondazione Prato Ricerche e dal Museo di Scienze planetarie.
Curcio ha sottolineato quanto la sinergia fra istituzioni sia fondamentale per affrontare l'emergenza, perché gli “eventi sono sempre diversi l'uno dall'altro e bisogna essere flessibili e fare quadrato sulla preparazione tecnica e scientifica”, ma anche per spingere finalmente l'acceleratore sulla prevenzione.
Sulla stessa linea il vice sindaco del Comune di Prato, Simone Faggi, che ha indicato nella nuova Fondazione Parsec (Parco delle Scienze e della Cultura) in cui confluiranno la Fondazione (e il Museo) insieme al Centro di Scienze naturali uno dei volani per far crescere il sistema di protezione civile nel territorio.
“Il rischio sismico si combatte solo se si costruisce bene” ha aggiunto Curcio prima di assistere, insieme ai circa 200 partecipanti al convegno, alla presentazione del simulatore, realizzato grazie a un progetto di qualche tempo fa promosso e sostenuto dalla Prato Ricerche, dalla Provincia di Prato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio. Al convegno hanno partecipato gli esperti Carlo Meletti (Ingv), Mario De Stefano (Università di Firenze) e Daniele Spina, Claudio Moroni e Mauro Dolce (Dipartimento di Protezione civile).



Il simulatore sismico è in grado riprodurre fedelmente i movimenti provocati dal terremoto così come registrati nei sismogrammi. Lo strumento realizzato dalla Prato Ricerche misura circa 4 metri per 2 ed è in grado di funzionare in orizzontale in entrambe le direzioni, quindi è bidimensionale, con la possibilità di aggiungere in futuro anche un motore verticale in modo da ottenere una riproduzione tridimensionale.
Attualmente è programmato per riprodurre i movimenti del terremoto dell'Irpinia (fra i 6 e i 7 gradi della scala Richter) del 1980, ma è in grado di simulare qualsiasi scossa.
Per capacità operative e dimensioni rappresenta una delle tavole vibranti più evolute a livello nazionale e l'unica nel centro Italia con queste caratteristiche. Il modello è la tavola attualmente funzionante al dipartimento della Protezione Civile a Roma, che ha però dimensioni maggiori.
In Italia esistono attualmente una serie di simulatori di grandi dimensioni (orientativamente 4 per 4 metri) di proprietà dei maggiori centri di ricerca (Enea, Ismes, Eucentre, Università di Napoli, eccetera) e numerose tavole vibranti di dimensioni abbastanza modeste (superfici mediamente di 2 metri quadrati o inferiori) generalmente monodirezionali di proprietà di centri universitari (Università di Napoli, Roma, Bologna, Politecnico di Torino).
In Toscana, però, la tavola della Prato Ricerche è l'unica esistente e rappresenta quindi il presidio scientifico di settore più vicino agli Atenei regionali e a chiunque svolga attività di ricerca nel campo dell'ingegneria sismica. La Fondazione la metterà quindi a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.

red/gt