(Fonte foto: Plixnio)

Secondo Ricciardi (OMS), l'Italia potrebbe diventare uno tra i Paesi leader per il vaccino

In ogni caso, il vaccino non potrà essere pronto prima di fine 2020-inizio 2021. E nel frattempo i leader europei vogliono prepararsi a gestire un'eventuale "seconda ondata"

Secondo Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità e Consigliere del ministro Speranza, riguardo a un vaccino contro il nuovo coronavirus, "l'Europa è molto più avanti degli Stati Uniti" e "ci stiamo organizzando affinché una parte sostanziale venga prodotto in Italia: ci stiamo organizzando per essere tra i Paesi leader". Ricciardi lo ha detto durante la trasmissione Agora Su Rai 3.

"Devo dire con piacere - ha aggiunto Ricciardi - che in questo caso l'Europa è avanti rispetto agli Stati Uniti", perché il vaccino che si sta sviluppando, quello che vede unita l'Università di Oxford in collaborazione con un'azienda di Pomezia, "è in una fase di sviluppo più avanzata rispetto all'altro". Rispetto ai tempi, ha concluso Ricciardi, se tutto va come deve andare "in autunno-inverno potremmo avere le prime dosi e naturalmente anche quelle per gli italiani".

Ma cosa significa "in autunno-inverno"? In realtà nessuno sembra ancora saperlo con certezza. Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in un'altra trasmissione, a DiMartedì su La7, ha infatti dichiarato che "ci sono modifiche del genoma virale, e l'arrivo del caldo sta aprendo altri scenari di trasmissione; inoltre il problema sarà l'arrivo dell'autunno: non credo ci potrà essere un vaccino prima del primo semestre del 2021". Tante variabili in gioco, ancora nessuna certezza.

Paura di una seconda ondata
Nel frattempo la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e altri quattro membri dell'Unione europea hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere che l'Ue si prepari alla prossima ondata della pandemia da coronavirus.

In una lettera e in un policy paper i leader scrivono: "Speriamo che il paper serva da ispirazione per ulteriori e fruttuosi confronti a livello europeo su come assicurare una preparazione da parte dell'Ue alle future pandemie".

Nella missiva si afferma che la caotica risposta alla pandemia da coronavirus, nella quale sono morte 184.256 persone, ha "sollevato domande" sulla preparazione dell'Ue e si sottolinea la necessità di un approccio comune europeo, soprattutto in vista di una possibile seconda ondata.

Negli Stati Uniti è intervenuto il virologo consigliere del presidente Trump, Antony Fauci: "Le future infezioni sono inevitabili e si deve avere personale, test e risorse per identificare i casi e tracciare i contatti", raccomanda l'esperto in un'intervista che appare in apertura di prima pagina della Stampa. C'è ottimismo, e anche per il virologo statunitense c'è speranza di averli disponibili tra fine anno e inizio 2021.

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red/gp

(Fonte: Ansa, AdnKronos)