Fonte sito visitfiemme.it

Vaia: il bilancio del Veneto a due anni dalla tempesta

Nella ricostruzione sono già stati impiegati 682 milioni e in totale sono attivi o ultimati 931 cantieri in tutta la Regione e se ne prevedono altri 480 nel 2020

Due anni fa, in queste ore, cominciava in Veneto una terribile ondata di maltempo, che colpì particolarmente le aree montane, creando distruzione e paura. Prese il nome di “Vaia”, e da allora questa parola è simbolo di devastazione a causa di elementi meteorologici eccezionali, incontrollabili. Nel secondo anniversario di una tragedia che ha profondamente ferito il territorio, il Presidente della Regione, Luca Zaia, Commissario Delegato dello Stato per gli Interventi Urgenti, ha fatto il punto della situazione, sottolineando che “Dalla distruzione di quei giorni sono stati fatti passi avanti enormi, grazie al lavoro di una squadra di tecnici preparati e tenaci e al grande cuore di tutta la popolazione colpita che subito dopo, mentre piangeva, già impugnava una pala per ripartire”. Il governatore ha poi presentato i numeri della ricostruzione: ad oggi sono stati assegnati e totalmente impegnati da parte del Commissario Delegato circa 682 milioni di euro, con 931 cantieri ultimati o in corso per l’annualità 2019, e con altri 480 cantieri per l’annualità 2020, pari a 240,5 milioni di importo.

Zaia ha ricordato che il motto dei primi giorni dopo la tragedia “pancia a terra e lavorare” ha fatto sì che dei 931 cantieri a valere sul 2019, 467 siano già stati ultimati e 426 siano ancora in corso. Per il 2020 inoltre sono stati stipulati 464 nuovi contratti per un importo di circa 240 milioni e ci sono già 7 lavori ultimati per 303 mila euro e 9 lavori in corso per 885 mila euro. “La grave emergenza Covid – ha dichiato Zaia – non ci ha fermato. Si continua a fare tutto ciò che è necessario, ad aprire cantieri e utilizzare fondi. Così sarà fino a che le nostre montagne non torneranno a splendere come prima, per quanto possibile perché purtroppo i milioni di alberi abbattuti non li possiamo far ricrescere con la bacchetta magica né, come d’incanto, farli sparire tutti dal terreno”. Su quest’ultimo fronte, circa l’85% del legname è stato venduto e di questo il 50% portato via fisicamente. Per il resto ci saranno bisogno di almeno 50 milioni di spesa per recuperare il legname che non ha mercato e non è vendibile senza costi.

Anche i 68 milioni di euro del Fondo di Solidarietà assegnato dall’Unione Europea alla Regione Veneto sono stati utilizzati. I cantieri già realizzati ed in corso di verifica e rendicontazione sono 118. Ad oggi sono stati liquidati 6 milioni di euro nel 2018, 65 milioni di euro nel 2019 e 89 milioni di euro nel 2020, per un totale complessivo ben 160 milioni di euro, un aiuto reale e concreto all’economia dell’intera regione tenuto conto che il liquidato è solo una parte delle opere già realizzate ed in corso di contabilizzazione. “Tra i molti interventi finanziati ed avviati – fa notare Zaia - vanno evidenziate le opere di ripristino e messa in sicurezza delle sorgenti acquedottistiche, cui sono stati assegnati 5 milioni di euro e che abbiamo denominato ‘Operazione Sorgenti Sicure”. Si tratta di una grande operazione di ammodernamento delle opere acquedottistiche del bellunese, per aumentare la resilienza delle sorgenti, in caso si verifichino condizioni simili a quelle che si sono create in occasione di Vaia. Per quanto riguarda i Serrai di Sottoguda in Comune di Rocca Pietore, infine, sono stati avviati lavori per 9,1 milioni di euro non solo per il ripristino dell’intera valle al fine per renderla nuovamente fruibile, nel rispetto delle peculiarità dell’area patrimonio dell’Unesco, ma anche per il rifacimento e messa in sicurezza di tutti i sottoservizi (acquedotto, reti elettriche, fognature) con l’obiettivo di rendere la zona sicura in caso di eventi della portata di Vaia.

Red/cb
(Fonte: Ufficio Stampa Regione Veneto)