Vajont: la memoria delle fotografie al Parlamento Europeo

E' stata inaugurata lunedì 4 novembre in una sala del Parlamento Europeo a Bruxelles e durerà fino domani, giovedì 7 novembre, una mostra fotografica sulla tragedia del Vajont

Le fotografie documentano la realtà, aiutano a fissare la memoria e a comprendere in maniera completa le storie di cui parlano. Ogni fotografia racconta sempre una storia e alle volte un'immagine dice più di molte parole e riesce ad arrivare direttamente allo stomaco e al cuore di chi guarda.

La storia può venire raccontata attraverso foto e parole, ed è infatti quello che è stato fatto per commemorare anche in Europa la tragedia che 50 anni fa colpì la popolazione di Longarone, Castellavazzo, Erto e Casso. Erano le 22.39 del 9 ottobre 1963 quando parte del monte Toc franò nel bacino artificiale del Vajont generando un'onda di oltre 200 metri di altezza che si abbatté sui paesi citati, seppellendoli nel fango. Quella notte morirono quasi 2.000 persone, molte non furono mai ritrovate.


Una tragedia figlia di molti errori e che "non fu una tragica, inevitabile fatalità, ma una drammatica conseguenza di precise colpe umane" ha detto il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Quest'anno per la prima volta nella sua storia, l'Europa apre le porte alla memoria di una delle più grandi tragedie del continente: a Bruxelles in uno dei saloni più prestigiosi della sede del Parlamento Europeo è stata allestita una mostra fotografica che descrive minuziosamente la tragedia del Vajont. "The Vajont Dam" è il nome dell'esposizione inaugurata lunedì 4 novembre sera.

Il percorso fotografico si apre con una presentazione in 3D della valanga d'acqua che invase la vallata del Piave. L'esposizione ripercorre non solo la distruzione, le vittime, la ricostruzione, ma anche le cause e le responsabilità del disastro. Per quattro giorni, fino a domani, giovedì 7 novembre, la rassegna fotografica, allestita dalla Fondazione Vajont con il sostegno di Enel ed Edison, ricorderà il dramma del 9 ottobre 1963 facendo da monito per il presente e il futuro. Il dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza e la cura del territorio sono argomenti tuttora attuali, il Vajont deve aiutare a non dimenticare, a ricordare i rischi che si continuano a correre. "Questa non è una tragedia del Veneto e del Friuli, ma dell'intera Europa" ha spiegato Roberto Padrin, sindaco di Longarone, ricordando "i due insegnamenti del Vajont: il profitto non può essere sopra a tutto e le risorse sulla difesa del suolo sono sacrosante".


Redazione/sm