Valanga in Val Fonda: morto il terzo scialpinista, anch'egli volontario CNSAS

Purtroppo si è spento ieri sera anche il terzo scialpinista investito dalla valanga staccatasi sabato in Val Fonda (BL). Il bilancio della tragedia è così tristemente salito a 3 vittime e un superstite, tutti volontari del CNSAS di Cadore

Non ce l'ha fatta neanche il terzo scialpinista investito domenica scorsa dalla valanga staccatasi in Val Fonda. Mirco De Col, 36 anni, anch'egli volontario del Soccorso alpino del Centro Cadore, si è spento ieri sera nel reparto rianimazione dell'ospedale di Treviso.

Il bilancio della tragedia sale così a 3 vittime e un superstite. Erano quattro infatti gli scialpinisti, tutti volontari del Soccorso alpino, che domenica stavano risalendo la Val Fonda verso Forcella del Cristallino, sul Monte Cristallo, quando improvvisamente la slavina si è staccata dal pendio, travolgendo tre di loro. Il quarto, rimasto illeso, ha immediatamente lanciato l'allarme al 118 e ha iniziato contemporaneamente la ricerca dei compagni. Nonostante i soccorsi siano arrivati in brevissimo tempo sul luogo dell'incidente, per uno di loro purtroppo non c'è stato nulla da fare, mentre gli altri due - in condizioni gravissime - sono stati trasportati in ospedale. Dopo la triste notizia lunedì della morte in ospedale del più giovane del gruppo, oggi purtroppo si apprende della scomparsa anche del terzo scialpinista.

"Daniele, Mirco e Tiziano se ne sono andati come solo le gocce di rugiada sanno fare, al mattino, quando imperlano i fili d'erba tra le rocce ed un sole tiepido inizia a colorarne di ocra e rosa le pareti. Se ne sono andati nel fragore di un silenzio che non riesce più a scaldarci di gioia e risa perdutamente ormai lontane, ma che in ogni attimo, in ogni istante, ci ricorda, ci insegna e ci ammonisce a dover mantenere inalterata la passione per la montagna e per le sue comunità, la solidarietà e lo stesso spirito che ci farà proseguire nel servizio. Loro avrebbero fatto altrettanto. Loro, così avrebbero voluto", con queste parole Rufus Bristot, capo delegazione bellunese del Cnsas, ricorda su facebook i tre colleghi scomparsi.

Intanto la Procura della Repubblica di Belluno ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo plurimo volto a stabilire se era presente o meno un stato nesso di causalità tra il passaggio dei 4 scialpinisti e il distacco della slavina.


Redazione/sm