'Vegliamo sulle falesie': gli uomini del CNSAS Lazio al Circeo

Il Soccorso Alpino e Speleologico Lazio opera anche lungo le scogliere a picco sul mare della zona del Circeo, paradiso dei free climbers

Le scogliere a due passi dal mare. Falesie di roccia, frequentate ogni anno da centinaia di appassionati d'arrampicata: sul litorale da San Felice Circeo a Gaeta i free climbers trovano un vero e proprio paradiso, fra il blu del mediterraneo e i caldi colori delle rocce a picco sul mare. Ma è anche il terreno che vede spesso impegnati gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Lazio, che ogni estate intervengono in diverse operazioni di soccorso per prestare aiuto ai climbers o alle cordate in difficoltà.
Un terreno solo all'apparenza atipico, per il CNSAS: ma le vie "classiche" di più tiri di corda, o gli strapiombi delle moderne linee ricavate in queste falesie sono realtà che mettono alla prova le capacità di questi uomini in rosso, normalmente impegnati - anche in Lazio -in contesti di medio-alta montagna.
Con la stagione estiva alle porte il Soccorso Alpino e Speleologico Lazio ha deciso di dedicare due giorni di formazione per i tecnici proprio sulle falesie in zona Circeo, a poca distanza da Terracina. Sabato scorso si è tenuta un'esercitazione della XXIV Delegazione Alpina, mentre il giorno successivo, la domenica, è andata in scena una complessa simulazione di soccorso, che ha visto impegnati un buon numero di tecnici della stazione di Latina, con l'innesto di operatori di altre stazioni CNSAS laziali.
"La formazione tecnica riveste un ruolo fondamentale nella nostra organizzazione, - spiega Gianluca Giovannetti, vice direttore della scuola regionale tecnici alpini -, gli operatori del CNSAS affrontano un percorso costante di aggiornamento. Gli appuntamenti come questo, a cadenza mensile, permettono di mantenere e accrescere le qualifiche tecniche, garantendo alti standard d'intervento".
Durante la giornata di sabato il Soccorso Alpino e Speleologico Lazio ha affrontato sulle pareti di Sperlonga un ripasso generale delle tecniche d'intervento: dagli ancoraggi su roccia, alle calate "a grappolo" di soccorso organizzato, utili per portare più operatori sul ferito. Approfondite in particolare le tecniche d'intervento per mettere in sicurezza e portare al suolo le persone politraumatizzate: in questo campo il CNSAS ha - caso unico in Italia - al suo interno figure sanitarie (medici e infermieri) che uniscono le abilità alpinistiche con tecniche mediche specifiche per l'intervento in ambiente ostile.
Il girono successivo, domenica, gli operatori del CNSAS Lazio hanno affrontato la simulazione di un intervento multiplo in parete. Due figuranti, bloccati a qualche decina di metri d'altezza, sono stati raggiunti dalle squadre del Soccorso Alpino, che nell'arco di poco tempo li hanno presi in carico e portati alla base dell'articolata scogliera, dominata da grandi tetti di roccia. "La velocità in questi casi è molto importante - spiegano gli uomini del CNSAS -. Una persona non cosciente appesa ad una imbragatura va incontro alla ‘sindrome da sospensione', che mette in crisi il sistema circolatorio e può portare alla morte nel giro di poche decine di minuti".
A simulato concluso, dopo un breve debriefing, i tecnici del CNSAS Lazio hanno effettuato altre calate di oltre 70 metri, con l'ausilio di corde statiche, dalle pareti di Leano, per poi, alle 18.00, dichiarare conclusa la giornata di formazione.
"Il nostro è un impegno costante al fianco del cittadino, - spiega Corrado Pesci, presidente del CSNAS Lazio - Siamo una realtà l'eccellenza, basata su un volontariato ‘professionale', con costo zero per la pubblica amministrazione. Per questo vorremo che da parte dei nostri politici ci sia maggiore attenzione per un Corpo che sta dando e ha dato tanto per la collettività, con prove di altissima preparazione e collaborazione con gli altri enti dello Stato".

Per info e gallery è possibile consultare il sito www.soccorsoalpinolazio.it o la pagina fb a questo link.



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