Veneto: forte nubifragio,
diversi danni nel veneziano

Ieri si è abbattuta una forte tempesta su buona parte del Veneto. Sono stati registrati diversi danni tra Venezia, Mestre e paesi limitrofi. Anche le colture hanno subito danneggiamenti per milioni di euro

Ieri, sabato 23 giugno, il Veneto ha visto forti nubifragi su diverse zone della regione.
Su Venezia e la sua terraferma in particolare si è abbattuto un violento temporale con forti raffiche di vento e grossi chicchi di grandine.

Poco dopo le 14.30 il capoluogo veneto ha visto il cielo scurisrsi e in 40 minuti scatenarsi una tempesta con chicchi di grandine grandi come ciliegie, raffiche di vento così forti da mettere in allerta i comandanti delle navi ormeggiate al Porto di Venezia, molte strade allagate a Mestre e a ciò si è aggiunto il forte timore che il temporale si trasformasse in una tromba d'aria proprio come martedì 12 giugno.

L'acqua si è infiltrata in molti sottopassi, rendendoli impraticabili, il vento poi ha abbattuto diversi alberi in città e su alcune linee ferroviarie. La Protezione civile del Comune di Venezia ha immediatamente aperto la sede per raccogliere segnalazioni e organizzare gli interventi. I problemi maggiori si sono verificati in provincia nelle strade e negli scantinati di Scorzè, Mirano, Marcon, Noale e Zelarino.
A Olmo di Martellago, in via Dosa, il vento ha letteralmente strappato il tetto di un'azienda, Galvanica, che è finito sulla sede stradale.
Le raffiche impetuose nel centro mestrino hanno ribaltato cassonetti e fatto volare cartelli stradali, mentre si sono registrati anche dei temporanei blackout. Corso del Popolo in pochi minuti si è trasformato in un piccolo "torrente", e la viabilità è andata in tilt.

Ai danni provocati in città si aggiungono quelli nelle campagne. Secondo un monitoraggio della Coldiretti, il vento e la grandine che si sono abbattuti nelle campagne del Veneto hanno distrutto le coltivazioni di mais, frumento, ortaggi e divelto frutteti, pioppeti e altre piante, facendo salire a milioni di euro i danni provocati dal maltempo al Nord. La grandine - sottolinea in particolare la Coldiretti - "è la più temuta dagli agricoltori in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni in piena produzione".





Redazione/sm