Venezuela, recuperabili i relitti degli aerei di Los Roques

I due aerei turistici, con a bordo numerosi nostri connazionali, possono essere recuperati dalle profondità dei mari, per cercare di fare luce sulle cause degli incidenti

Arrivano nuove notizie dal Venezuela, dove qualche giorno fa sono stati identificati i relitti dei due aerei turistici inabissatisi con diversi italiani a bordo. Si tratta di un aereo scomparso nel 2008 (erano imbarcati otto nostri connazionali) e il velivolo con a bordo i coniugi Missoni, dato per disperso dal gennaio di quest'anno.
Dopo mesi di ricerche sono stati identificati nelle profondità del mare venezuelano dalla nave oceanografica Sea Scout, rispettivamente a 72 e oltre 1000 metri di profondità. Immediatamente si è aperta la partita del recupero dei velivoli - che possono dare utili informazioni sulla dinamica degli ammaraggi - ma soprattutto delle salme.
L'ammiraglio Giovanni Vitaloni, l'uomo al quale la Protezione civile affidò nel 2008 l'incarico di ritrovare i voli scomparsi, a recentemente dichiarato al settimanale Oggi: "I relitti degli aerei precipitati a Los Roques sono recuperabili. È necessaria prima un'analisi scrupolosa per verificare i danni che hanno subìto e capire dove è possibile agganciarli per riportarli in superficie. Se ce lo chiedessero la nostra Protezione civile non avrebbe problemi. Abbiamo recuperato i rottami dell'Atr72 precipitato nel 2005 nelle acque davanti a Palermo. Erano a 1.200 metri di profondità. E i morti di Los Roques hanno diritto ad avere giustizia".
Tragica la coincidenza sulle date degli incidenti, avvenuti entrambi il 4 gennaio, sia il volo del 2008 con 8 turisti italiani a bordo che l'aereo sul quale Vittorio Missoni, Maurizia Castiglioni, Elda Scalvenzi e Guido Foresti tornavano a Caracas dall'isola di Gran Roque.
L'ammiraglio nell'intervista ha anche avuto parole di elogio per le autorità venezuelane che si stanno occupando delle indagini... "la procuratrice Luisa Ortega Diaz non scherza", ha detto il funzionario italiano. L'inchiesta si preannuncia molto complessa, aperta a 360 gradi, dall'ipotesi - molto remota - del narcotraffico, a quella molto più realistica che punta il dito contro le manutenzioni e le operazioni a terra degli aerei di queste piccole compagnie commerciali. Si tratta di velivoli che trasportano i turisti verso le piccole isole dell'arcipelago di Ros Roques da Caracas: una rotta decisamente pericolosa, in poco più di 20 anni sono caduti 54 aerei.


red/wm