(Fonte foto: Onu)

Verso la Cop 30 in Brasile: ci sarà spazio per una svolta?

Abbiamo fallito il primo obiettivo che era stato fissato alla Conferenza del Clima di Parigi nel 2015. E anche la strada per la Cop 30 si preannuncia in salita

“Abbiamo fallito l’obiettivo di mantenere il riscaldamento entro 1,5 °C dai livelli pre-industriali”. Sono pesanti le parole pronunciate dal segretario generale dell'Onu António Guterres a Belém, in Brasile, pochi giorni prima dell’inizio della Trentesima Conferenza Internazionale del Clima.

Sarà inevitabile un superamento temporaneo del limite di 1,5°C che era stato fissato alla Conferenza di Parigi, a partire al più tardi dal decennio del 2030. Secondo Guterres, “abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma per limitare l'entità e la durata di questo superamento e ridurlo rapidamente”. Ma anche solo questo superamento medio temporaneo avrà conseguenze irreversibili, spingendo gli ecosistemi oltre i punti di non ritorno, esponendo miliardi di persone a condizioni invivibili, amplificando anche i conflitti in corso. Allo stato attuale, se ogni Paese manterrà gli impegni presi, le proiezioni variano tra 2,3 e il 2,5 °C entro la fine del secolo. Un anno fa, le variazioni erano comprese tra i 2,6 e i 2,8 °C: uno scarso miglioramento. Se invece questi impegni verranno disattesi e le politiche attuali rimanessero immutate, si arriverebbe a 2,8°C  gradi in più, contro i 3,1° di un anno fa. 

Quanto sarà utile la pre-conferenza voluta da Lula?
Lunedì partiranno intanto i lavori della Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici del 2025 (Cop30) a Belém, in Brasile, e dureranno fino al 21 novembre 2025, dopo il sostanziale fallimento delle edizioni precedenti. L’edizione di quest’anno avrà per sfondo la Foresta Amazzonica, la più grande foresta del nostro pianeta, da tempo sottoposta a uno stress immenso, tra deforestazione e incendi. La campanella dell’ultima ora è già suonata da un pezzo, e non basteranno gli sforzi compiuti finora per evitare la catastrofe mondiale che si compirà tra un decennio. Per questo motivo già da ieri si sono riuniti a Belém una cinquantina di capi di Stato e di governo su invito del presidente Luiz Inacio Lula da Silva per un pre-vertice che ha come obiettivo quello di iniziare a fare qualche passo avanti nelle discussioni prima dell'inizio della Conferenza vera e propria. Mancano all'appello però quattro delle cinque economie più inquinanti del mondo: Cina, Usa, Russia e India. Oltretutto gli Stati Uniti del negazionista climatico Donald Trump non manderanno rappresentanti di alto livello neanche alle riunioni principali di Cop30. Sarà una sconfitta annunciata?

red/gp

(Fonte: Rainews)