foto: Walter Milan

Vesuvio: si allarga la zona rossa

In un incontro a Roma la Protezione Civile ha presentato i nuovi scenari per affrontare il rischio vulcanico in Campania. Stato di attenzione anche per l'area dei Campi Flegrei

Una nuova zona rossa, con all'interno tre quartieri di Napoli. Ma anche un nuovo approccio ai rischi dell'area vulcanica più pericolosa d'Europa. Il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha convocato il Comitato Operativo della protezione civile, con l'obiettivo di fare il punto sulle attività di pianificazione d'emergenza nazionale per l'area vulcanica del Vesuvio e dei Campi Flegrei. Sono stati analizzati i documenti prodotti dai gruppi di ricerca scientifica dal 2006 a oggi, per decidere le nuove linee guida in caso di eruzione. "Nessun allarmismo", ha dichiarato Gabrielli, "ma dobbiamo essere tutti consapevoli che il Vesuvio e i Campi Flegrei sono due aree ad alto rischio. E' nostro dovere prepararci nel modo migliore".

Una nuova zona rossa. Dopo due ore di confronto a porte chiuse, dove hanno preso la parola i rappresentanti di tutti gli enti coinvolti - dalla Regione Campania alle forze dell'ordine - è stato presentato alla stampa il nuovo scenario elaborato dagli esperti del Dipartimento. La zona rossa attorno all'area vulcanica è stata ampliata: il numero dei comuni all'interno della zona a rischio è passato dai 18 del 2006 agli attuali 24. Sono stati aggiunti anche tre quartieri di Napoli: San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli. Il documento "Scenari e livelli di allerta per il Vesuvio" elaborato dalla Commissione Nazionale, individua come evento-tipo per il Piano nazionale di emergenza per il Vesuvio un'eruzione esplosiva sub-Pliniana. In poco tempo si formerebbe una colonna eruttiva alta diversi chilometri, con la caduta di bombe vulcaniche e blocchi nell'immediato intorno del cratere e di particelle di dimensioni minori (ceneri e lapilli) anche a diverse decine di chilometri di distanza. Tutto accompagnato dalla formazione di flussi piroclastici che scorrerebbero lungo le pendici del vulcano per alcuni chilometri e da una spessa coltre di cenere, in grado di posarsi come neve sugli edifici, compromettendone la struttura. In caso di eruzione del Vesuvio secondo i nuovi calcoli potrebbero essere coinvolti circa 800 mila cittadini campani.

Il "progetto Gabrielli". La sensazione, condivisa da gran parte della stampa presente all'incontro, è che il Dipartimento di Protezione Civile voglia imprimere un'accelerazione ai protocolli operativi per la sicurezza dell'area vesuviana. Gabrielli ha chiesto alle amministrazioni competenti - Regione Campania e comuni - una forte presa l'impegno, chiedendo espressamente risposte entro poche settimane.
"Il nostro compito è garantire l'evacuazione dei cittadini nelle aree considerate a rischio - ha dichiarato Gabrielli -. Stiamo cercando le strategie migliori. Abbiamo inserito nella fascia rossa altri sei comuni. Saranno ora le amministrazioni locali a dover definire con esattezza la linea di confine, con un censimento degli abitanti".
In questo processo il Capo della Protezione Civile ha coinvolto anche la Regione Campania, alla quale è stato chiesto di definire entro il 31 di marzo le aree esatte di evacuazione, poiché alcuni comuni sono interessati dalla "linea nera" (vedi pianta) in una piccola porzione del territorio.

Innalzato il livello di rischio dei Campi Flegrei. Nei giorni scorsi il Dipartimento di Protezione Civile ha innalzato il livello di rischio dell'area dei Campi Flegrei, il supervulcano che interessa un'aerea di 12 kmq alle porte di Napoli.
"L'area ha una grande caratteristica d'incertezza. E' difficile fare previsioni su una possibile eruzione", ha detto Marcello Martini, il direttore dell'osservatorio vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Napoli. "Negli ultimi mesi c'è stato un aumento dell'attività, che ha portato a un innalzamento del suolo fino a 3 cm al mese", ha proseguito. "Stiamo monitorando la situazione, ma viste le caratteristiche geologiche è impossibile fare previsioni. In ogni caso il pericolo dei Campi Flegrei è ancora sottovalutato dalla popolazione, ma proprio l'imprevedibilità delle possibili bocche d'uscita della lava, o dei fenomeni esplosivi, rendono quest'area molto critica".
Durante la riunione a porte chiuse, alcune relazioni avevano posto l'accento proprio su questo, sulla scarsa consapevolezza dei cittadini napoletani che vivono letteralmente "sopra" uno dei supervulcani più pericolosi del mondo.

Un piano per l'evacuazione e un censimento. Se scattasse l'allerta per il Vesuvio bisognerebbe evacuare in tutta fretta dalle 600 alle 800 mila persone. Per i Campi Flegrei 400 mila. I piani del Dipartimento di Protezione Civile, secondo Gabrielli, garantirebbero oggi un'evacuazione della popolazione in circa tre giorni. I cittadini sarebbero divisi in tutte le regioni italiane, secondo criteri già programmati. Nei prossimi mesi il Capo della Protezione Civile ha chiesto però un censimento preciso delle persone nell'area, per poter identificare con certezza chi ha bisogno di assistenza a 360°, chi ha un'altra residenza dove poter andare, e chi soffre di problematiche sanitarie (persone ospedalizzate, in dialisi, ecc).


Walter Milan