Vigili del fuoco: il nostro
sguardo su L'Aquila

Intervista a Pippo Sergio Mistretta, numero due del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e direttore centrale per l'emergenza e il soccorso tecnico, sul lavoro e l'esperienza dei VVF a L'Aquila

Pippo Sergio Mistretta, numero due del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e direttore centrale per l'emergenza e il soccorso tecnico, volge lo sguardo al passato. Nel quarto anniversario del terremoto de L'Aquila è tempo di bilanci. Anche se il cammino verso la normalità per le popolazioni abruzzesi è tutto in salita.

Cos' ha rappresentato il terremoto dell' Abruzzo per il Corpo del VVF?
"Il nostro lavoro in Abruzzo è finito nel 2012, con le ultime verifiche statiche degli edifici. E' stata un'esperienza drammatica ed esaltante nello stesso tempo. Per il corpo è stata una prova complessa. Siamo intervenuti con le nostre tecniche tradizionali, ma in molti casi abbiamo dovuto mettere in campo competenze del tutto nuove. Ci siamo trovati ad operare in un contesto pesantemente compromesso, con tantissimi edifici pericolanti. E' così che a L'Aquila è nata la specialità dei puntellatori, che hanno maturato in poco tempo una grande abilità specifica nel mettere in sicurezza case ed e strutture pubbliche costruendo delle impalcature di sostegno. I Vigili del Fuoco hanno salvato tante case della gente, e tantissime strutture pubbliche, alcune delle quali molto importanti dal punto di vista architettonico e artistico".

Un evento come il terremoto de L'Aquila è difficilmente ipotizzabile durante la vita di tutti i giorni. Il Corpo dei Vigili del Fuoco ha avuto e ha abbastanza risorse per far fronte a queste maxi emergenze?
"Si tratta di eventi eccezionali, assolutamente imprevedibili e difficilmente simulabili nelle normali esercitazioni. Nonostante questo siamo stati in grado di rispondere adeguatamente dai primi momenti dell'emergenza e nella fase post sisma. A L'Aquila abbiamo impiegato mille uomini, ma la forza d'intervento dei VVF è in grado di movimentare fino a 3 mila operatori in poche ore".

Oggi, nel 2013, ricorre il quarto anniversario del sisma. Risorgerà la città?
"Deve farlo. Per l'Italia, per L'Aquila, per l'Abruzzo. Ora tocca alla gente della città investire nel proprio futuro, con l'appoggio di tutta la nazione. Il cammino è lungo, ma sono convinto che L'Aquila ce la farà".

E' difficile fare tesoro di eventi tanto tragici. Ma cosa di può imparare da una tragedia che ha messo sotto scacco una città e un territorio?
"Purtroppo dai terremoti c'è molto poco da imparare. Quello che ci ha insegnato è che è necessaio rafforzare la consapevolezza e l'impegno nella prevenzione e nella informazione. I cittadini devono essere coinvolti in prima linea nell'analisi del rischio. Ma l'Italia ha edifici che risalgono ai secoli passati, non è facile attuare tutte le misure per proteggere la popolazione. Negli anni si arriverà a metterli in sicurezza quasi tutti. Per quando riguarda l'edilizia pubblica lo Stato si sta già muovendo. Per esempio stiamo adeguando alle norme antisismiche tutte le nostre caserme, anche perché costituiscono presidi di soccorso anche per la popolazione".

In questa giornata dedicata al ricordo, come Vigili del Fuoco cosa farete?
"Sono previste tante cerimonie in tutt'Italia. Ma il pensiero corre a chi abita a L'Aquila e ai 300 Vigili del Fuoco che lavorano nel capoluogo. Sono anche loro i protagonisti di tutta questa giornata".




Walter Milan