Fonte consulta prociv Umbria

Volontari Pc Umbria primi in Italia ad approvare Codice Etico

Il testo trae diretta ispirazione da quello dedicato ai temi etici e di comportamento delle Nazioni Unite e grazie alla licenza il contenuto può essere riutilizzato liberamente dai volontari di altre Regioni

L'Umbria è la prima Regione in Italia nella quale le associazioni di volontariato di Protezione Civile si sono dotate di un Codice etico. L’Assemblea di tutte le Organizzazione di Volontariato di Protezione Civile iscritte alla Consulta Regionale umbra, sia gruppi comunali che libere associazioni lo ha approvato lo scorso 5 novembre a Foligno.

Obiettivo
“Oggi l'approccio alla protezione civile è fatto alla leggera. Chi ci entra da volontario lo fa seguendo un corso base ma non basta. La divisa ha un valore, a volte non tutti lo capiscono e allora va insegnato” spiega Claudio Serrani, presidente della Consulta regionale volontariato protezione civile. Mancava un codice di comportamento, spiega Serrani, un'ideale deontologico da suggerire ai volontari che avesse la più ampia diffusione. Da qui è nata l'idea di dare vita al Codice etico che trae diretta ispirazione dall' “Operating with Unwavering Integrity - Code of Ethics” del Development Programme delle Nazioni Unite. Il testo “Rappresenta il primo tentativo formale di riferimento per una sana, corretta ed integra interpretazione del ruolo del Volontario umbro di Protezione Civile, nel contesto complessivo in cui si trova ad operare” dice Liana Paciotti Consigliere della Consulta. 

Contenuti
Negli otto capitoli dedicati dal Codice alla “Condotta etica” si incontrano vari temi. In quello sulla “Tutela degli interessi e della reputazione davanti ai media, nelle pubblicazioni e nei discorsi in pubblico”, ad esempio, si spiega perché non vanno pubblicate sui social e sulla stampa foto con minori. “Nella parte dedicata all'onestà si afferma che nessun volontario può accettare regali di valore superiore a 30 euro. Mentre le donazioni ai gruppi ovviamente son legali” spiega Serrani.  Nel caso della reputazione il codice prescrive di comportarsi “sempre, anche alla fine del turno, da volontari di protezione civile, per esempio di evitare di bere in servizio. E poi nel capitolo dedicato al rispetto della legge chiediamo che chi guida i mezzi della protezione civile con sirena di emergenza rispetti le leggi del codice stradale. È capitato che qualcuno abbia abusato dei lampeggianti, allora noi diciamo che vanno usati in emergenza solo se autorizzati da un caposquadra” afferma Serrani. Tra le altre compaiono poi indicazioni di comportamento riguardanti l'uso di droghe e alcol e sulla discriminazione, il messaggio è quello di non fare uso di sostanze durante l'attività di volontariato e di non discriminare per razza, orientamento o religione. 

Formazione
Un'intera sezione del Codice è poi dedicata alla formazione, in essa si invitano i volontari a conoscere i rischi del proprio mestiere. Per farlo la Regione Umbria ha messo a disposizione dei corsi realizzati con il sistema denominato “il volontario forma se stesso” nel quale vengono formati formatori che a loro volta insegnano al proprio gruppo di volontari. “Questo è frutto di un episodio che ha visto morire un giovane volontario negli anni passati. – racconta Serrani – Da qui abbiamo deciso di sensibilizzare al tema e spingere i volontari a formarsi”. Oggi, grazie ad un accordo tra Consulta e Regione, partecipare a questi corsi (es. utilizzo pompa idraulica, modulo antincendio etc.) è gratuito. 

Diffusione
Il Codice, inoltre, potrà facilmente essere ripreso da altre consulte regionali, infatti è coperto da Licenza Creative Commons 4.0 Internazionale, pertanto il suo contenuto può essere liberamente riutilizzato, purché sia citata la fonte. “Si è trovata la giusta soluzione per renderlo disponibile per tutto il mondo del volontariato, non solo quello umbro, e questo rappresenta un ulteriore valore aggiunto che premia il nostro lavoro”  spiega ancora Paciotti. E, come racconta Serrani, i volontari delle altre Regioni italiane sembrano pronti a riprenderne i concetti per inserirli in proprie carte etiche: “Sono consigliere per la regione Umbria del Comitato tecnico nazionale di Protezione Civile e agli scorsi Stati Generali a Roma ho riscontrato un notevole interesse degli altri presidenti al tema ”. 

Claudia Balbi