Volontarie e volontari: le risposte alle riflessioni di Giada Stefani

"Il volontariato dovrebbe essere la comunità principe in cui germogliano i semi della non discriminazione", afferma il Direttore del nostro giornale Luca Calzolari, ma secondo Giada Stefani, studentessa e volontaria, le cose non vanno così

Ho incontrato Giada Stefani quando mi ha intervistato per la sua tesi di laurea. Come spesso accade in queste occasioni la conversazione ha spaziato anche su altre questioni. Tra esse quella sulla presenza e sui ruoli delle donne nelle associazioni di protezione civile. Stefani mi ha raccontato la sua esperienza e anche di una sua analisi, che mi ha detto basata su dati parziali, che vedrebbe pochissime donne nei ruoli dirigenziali. Se così è, credo che non vada bene. La realtà italiana, nonostante i diversi passi in avanti, vede le donne ancora discriminate in molti ambiti. Dal mio punto di vista la parità di genere è principio inderogabile e irrinunciabile in una società di uguali, civile e democratica. Tutti, e in particolare noi uomini, dobbiamo concorrere affinché essa diventi realtà in ogni aspetto della nostra vita. E' sempre bene tenere a mente anche il fatto cultura sessista è l'humus di cui si nutre e cerca legittimazione la violenza fisica e psichica nei confronti delle donne. Così come il razzismo lo fa nei confronti di chi si considera essere diverso da noi.
Il volontariato di protezione civile non è una realtà separata dalla società italiana e quindi ne rispecchia in parte le caratteristiche, credo però che il mondo del volontariato, in particolare quello che ha che fare con gli esseri umani in situazioni di debolezza temporanea, dovrebbe essere la comunità principe in cui germogliano i semi della non discriminazione. Per questa ragione ho chiesto a Giada Stefani di raccontare sulle pagine del nostro giornale la sua esperienza. Una riflessione che ha suscitato reazioni differenti e diversi lettori le hanno scritto. Stefani ci ha inviato una sintesi dei commenti alla sua lettera che pubblico di seguito. Mi piacerebbe che questo dibattito continuasse sulle pagine del nostro giornale.

Luca Calzolari - Direttore


Gentile Direttore,
In tanti mi hanno scritto dopo la pubblicazione della prima lettera, principalmente sono stati volontari di Protezione Civile, ma anche cittadini, associazioni, istituzioni e mondo accademico. Le risposte hanno evidenziato punti di vista differenti, sollevando analisi, nodi critici, e proposte. Riassumo le principali, quelle critiche e costruttive, senza specificare il genere della fonte di provenienza. Non riporterò invece offese e accuse personali.
Alcuni hanno espresso il loro disaccordo definendo la mia lettera il pensiero di una femminista estrema che categorizza troppo, altri hanno criticato il titolo e la facilità con cui l'articolo poteva essere mal interpretato inviandomi foto di volontarie operative in vari settori, e qualcuno mi ha proposto di creare un'associazione di sole donne.
Altri invece mi hanno scritto quanto avvertano il bisogno di intervenire sul tema e mi hanno invitato a parlarne su canali che si occupano di questioni di genere e diritti umani, un paio di associazioni mi hanno chiesto di partecipare a di gruppi di lavoro, convegni e seminari che affrontano l'argomento.
Tra i commenti spesso sono stati fatti i confronti con la società civile, con l'approvazione di qualcuno e la disapprovazione e rassegnazione di altri. Spesso l'attenzione è tornata sui numeri, giustificando la presenza maschile ai vertici con l'elevata presenza maschile all'interno del volontariato.
I commenti da parte delle istituzioni e del mondo accademico invece sono stati di maggior riflessione esprimendo la volontà di studiare e analizzare l'argomento.
Infine ci sono stati quelli che mi hanno suggerito di abbandonare questo campo se così com'è organizzato non mi piace.
Mi chiedo, se lo stesso articolo lo avesse scritto un uomo che risposte avrebbe avuto? E se lo avessi scritto in forma anonima, senza dichiararmi uomo o donna avrei avuto le stesse risposte? Qual è il vero nodo critico che ha fatto scatenare gli animi? Il ruolo della donna o il ruolo dell'uomo subordinato a quello della donna?

Giada Stefani