(Fonte foto: nuzree su Pixabay)

West Nile Virus, quali sono i sintomi e come difendersi

Il West Nile Virus è un virus trasmesso dalle zanzare che può risultare letale soltanto in rarissimi casi

Ancora un decesso per il virus West Nile, il nono in Italia, stavolta nel casertano, sono ci sono state quattro vittime in pochi giorni. L'ultimo decesso è un 76enne della provincia di Salerno,che era stato ricoverato nei giorni scorsi in ospedale e poi trasferito nella residenza sanitaria a Gazzarise.

Ultimamente stiamo vendo un maggior numero di casi perché è aumentata anche l'efficacia della rete di sorveglianza e dell’azione di sensibilizzazione dei medici, secondo quanto dichiarato da Francesco Vairo, direttore del Servizio regionale di Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle malattie infettive (Seresmi)- Spallanzani. Non stiamo quindi assistendo a un’epidemia di virus, lo stiamo semplicemente monitorando con più attenzione, accorgendocene anche quando in precedenza sarebbe rimasto sotto traccia. "Il rafforzamento del sistema - sottolinea - garantisce di monitorare con attenzione i pazienti che potrebbero progredire verso forme  neurologiche e di valutare l'estensione della circolazione con conseguenti interventi di controllo del vettore".

Cos’è il West Nile
La cosiddetta febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare. Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile e nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno, oppure possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita. I sintomi gravi sono rari, e si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. In casi ancora più rari (circa 1 su mille) il virus può essere letale.
 
Il cambiamento climatico e le temperature estreme come quelle registrate in questi giorni sono una sfida crescente anche per i milioni di persone affette da malattie reumatologiche. “Fenomeni quali ondate di calore, aumenti dell'umidità e dell'inquinamento atmosferico possono influire sulla comparsa e la recrudescenza di artrite reumatoide, lupus e gotta portando anche a un aumento delle ospedalizzazioni” spiega Andrea Doria, attuale presidente della Sir. Siccome il virus si trasmette prevalentemente attraverso la puntura di zanzare, è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente, usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto, usando delle zanzariere alle finestre, svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante, cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali e tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.

red/gp

(Fonte: Rainews, Istituto superiore sanità)