(Fonte foto: WWF)

WWF: "Impegno dei cittadini è determinante per il verde urbano"

L’indagine WWF "Urban Nature 2020" ha raccolto best practice dalle realtà civiche dei nostri 24 maggiori centri urbani

Le città italiane grazie all’impegno delle realtà civiche stanno migliorando sulle buone pratiche del verde urbano. È quanto emerge dalla raccolta delle segnalazioni di gestione virtuosa civica del verde, che dimostrano l’intraprendenza di comitati e associazioni locali nel volere conservare e valorizzare la biodiversità dei 20 capoluoghi di Regione e nel territorio delle 14 città metropolitane. Dai risultati del questionario, distribuito a partire dallo scorso maggio, emerge una moltitudine di iniziative consolidate, di cronache e storie positive, di riscatto del patrimonio naturalistico delle 24 città più importanti del nostro paese, racchiuso nel perimetro urbano o situato oltre i suoi confini.  

Le iniziative locali
Dalle ricognizione del WWF sulla gestione del verde nelle città italiane emergono numerosissime iniziative e storie di valore che vanno dal recupero di aree fluviali (come quella dell’Oreto, nell’area metropolitana di Palermo), alla valorizzazione di aree costiere (come quella del Rione Passetto ad Ancona o del sistema di dune in località Giovino, nell’area metropolitana di Catanzaro, o della Costa Viola nell’area metropolitana di Reggio Calabria che si affaccia sullo Stretto di Messina, per non dimenticare gli interventi di riqualificazione naturalistica realizzati dall’Orto Botanico in aree periferiche e centrali a Messina). C’è, poi, il recupero naturalistico del verde di imponenti di ex aree o fortificazioni militari (come quella dell’ex Piazza D’Armi, alla periferia di Milano – 32,8 ettari -;  dell’area dell’ex Caserma Rossani – 27,5 – ettari, al centro di Bari; dell’area di Forte Ratti – 450 ettari a Genova) o di aree affidate a strutture sanitarie operative o no (come l’area di 1,8 ettari della ASL 1 in via Malibran alla periferia di Napoli o la grande zona verde periurbana ora comunale di 22 ettari dell’ex Ospedale psichiatrico di Trieste). Per arrivare a scoprire inaspettati laghi naturali in piena area urbana o sistemi articolati di aree umide in aree periurbane (il Lago Bulicante, di 10mila metri quadrati per 10 metri di profondità, nell’ex Area Snia del Pigneto-Prenestino a Roma o il sistema delle 8 oasi WWF nelle Piana fiorentina) o interventi di colonizzazione naturalistica di intere città (come ad Aosta con la realizzazione di 81 orti urbani in aree di proprietà comunale o di 750 nidi artificiali e batbox a Bolzano).

Per non parlare del riscatto e rilancio di parchi storici urbani e di più recente costituzione (come il Giardino Bellini nella centralissima via Etnea a Catania, il Parco Urbano Collemaggio a L’Aquila,  il parco urbano di Sant’Antonio a ridosso del borgo antico di Perugia e il Parco  Naturale Gocciadoro a Trento) o della realizzazione di oasi periferiche o periurbane (come quella del Parco dei Cedri a Bologna, dell’area verde sulla Strada Antica Revigliasco sulla collina di Torino e del Bosco di Zanfroneto nell’area metropolitana di Potenza) o della miriade di microinterventi, voluti dagli abitanti dei quartieri (nell’area metropolitana di Venezia - a Mestre e Marghera -  a Cagliari, a Campobasso). Tante iniziative  che testimoniano l’impegno e la cura dei cittadini per la biodiversità urbana sia nelle aree centrali delle nostri maggiori città (25% del totale), che in quelle periferiche (25%), nelle aree periurbane (25%), nelle estese aree di transizione tra centro e periferia (13%), o, infine, diffuse in tutto il territorio urbano (12%).

Una rete civica a difesa di un patrimonio comune
Un patrimonio comune che le realtà civiche (comitati, reti locali, WWF e altre associazioni) hanno saputo difendere e riscattare da fenomeni di degrado dovuti principalmente alla illegalità o a debolezze strutturali che mettono a rischio le nostre aree naturali urbane. Il degrado dovuto alla illegalità che minaccia l’integrità degli ecosistemi presenti nelle nostre città vede: la presenza di rifiuti e discariche al primo posto (13 segnalazioni), al secondo la mancanza di controlli (10 segnalazioni), gli usi illegali - come orti abusivi e depositi materiali - al terzo posto (9 segnalazioni); piante e strutture pericolanti al quarto posto (8 segnalazioni); gli scarichi abusivi al quinto posto (3 segnalazioni).

Le debolezze strutturali che mettono a rischio la tutela della biodiversità urbana sono invece, quelle riguardanti: la mancanza di manutenzione del verde o dei manufatti (16 segnalazioni); l’assenza di recinzioni e il libero accesso alle aree (10 segnalazioni); le specie vegetali invasive (9 segnalazioni). Proprio la manutenzione del verde cittadino anche rispetto ai danni provocati al verde cittadino continua ad essere un nervo scoperto delle nostre metropoli che devono investire di più e con più continuità sulla gestione qualificata e non cronicamente “al ribasso” del verde di tutti.

Scheda città per città
Vediamo ora quello che emerge, città per città, dalla compilazione delle Schede distribuite dal WWF.

Ad Ancona viene segnalata l’area costiera marina periurbana di alto valore naturalistico (0,5 ettari) del Rione Passetto nel Parco regionale del Conero, caratterizzata da un tratto di costa alta, con rupi, falesie, grotte artificiali e lo scoglio “Seggiola del Papa”. L’area demaniale gestita dal Comune in buono stato di conservazione sta diventando un acquario fruibile da turisti e studenti e ha visto interventi di raccolta di rifiuti, riqualificazione naturalistica e realizzazione di un percorso naturalistico e didattico.

Ad Aosta viene segnalata la realizzazione di 81 orti urbani di proprietà comunale in tutta l’area urbana grazie alla co-progettazione tra il Comune e il raggruppamento di Cooperative sociali L’Esprit à l’Envers (capofila) la Sorgente e Leone Rosso.

A Bari viene segnalato l’intervento realizzato dal Comune nella centrale area di interesse naturalistico (di ben 27,5 ettari) dell’ex Caserma Rossani dove sono realizzati già interventi di bonifica, rinverdimento, drenaggio urbano sostenibile e impiantati orti grazie ad un percorso partecipativo che coinvolto la cittadinanza, ma che attende nuove azioni che facciano superare il degrado al di là dell’area del Compendio militare dove sono stati concentrati sinora gli sforzi.

A Bologna viene segnalata, nella periferia della città, l’esperienza del piccolo (200 metri quadrati) ma prezioso Parco dei Cedri, area di alto valore naturalistico affidata dal Comune al WWF da 30 anni, ma recentemente meglio tutelata e riqualificata, grazie alla realizzazione della recinzione e della cartellonistica del percorso naturalistico, e valorizzata con una pubblicazione sui risultati di questi decenni di gestione, con l’appoggio del quartiere.

A Bolzano viene segnalata l’iniziativa de La Giardiniera, promossa dal Comune di Bolzano sin dal 2013, che ha consentito di realizzare 750 strutture tra nidi artificiali e batbox per la protezione degli uccelli e dei pipistrelli nei vari parchi cittadini consentendo un aumento del valore naturalistico delle aree protette comunali.

A Cagliari viene segnalata l’esperienza il polmone verde comunale (meno di un ettaro) di Monte Mixi - collina che confina con i quartieri di Bonaria, Monte Urpinu, La Palma e Sant'Elia – realizzato dal Comune, grazie all’attivazione dei cittadini di Cagliari, e dedicato alla memoria di Teresina Collu (morta in un incidente stradale) ora protetto da una leggera staccionata, abbellito da una grande quantità di fiori e arbusti e dotato di attrezzature per il gioco.

A Campobasso viene segnalato il bosco urbano (di 0,5 ettari), collocato nella periferia della città tra via G. Leopardi e via Principe di Piemonte, in un’area privata di proprietà parrocchiale, in cui sono presenti varie essenze di pregio (quali una sequoia monumentale ancora non censita, abeti, pini e latifoglie). Il parco ospita picchi, ghiri, pipistrelli e vari tipi di anfibi. Il WWF ha reso l’area fruibile per il quartiere, attraverso operazioni di pulizia e la realizzazione di un percorso naturalistico e di iniziative di informazione e visite guidate.

A Catania viene segnalata l’esperienza storica dell’importante parco urbano (7,2 ettari), gestito dal Comune, del Giardino Bellini (aperto dal 1883) situato in pieno centro cittadino (via Etnea), che offre ad abitanti e turisti una zona di interesse naturalistico in cui si svolgono attività periodiche di pulizia dell’area e iniziative educative.

A Catanzaro viene segnalata la preziosa area dunale, compresa tra il canalone di Giovino e il torrente Castaci, situata in zona periurbana, in località Giovino, gestita dalle Guardie Ambientali d’Italia (GADIT) e dall’Associazione Dune di Catanzaro, dove il grave degrado è stato superato da attività di pulizia e bonifica e la fruizione viene favorita da un percorso didattico e da attività di educazione, informazione e formazione.

A Firenze viene segnalata, nel territorio della città metropolitana, l’importante esperienza del sistema di 8 aree naturali – zone umide - (per circa 200 ettari), localizzate tra Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Lastra a Signa e Prato, dove è stato realizzato dal Comitato per le Oasi WWF un ampio progetto di ripristino ecologico ed estetico che, superando i numerosi fattori degrado, rende fruibili siti di importanza comunitaria classificati come ZSC e ZPS “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese”, con attività di riqualificazione, forestazione, citizen conservation, educazione e informazione.

A Genova viene segnalato l’intervento su larga scala realizzato nell’area comunale del Parco Urbano dei Forti – la cinta napoleonica che costituisce una delle fortificazioni più estese d’Italia -  in particolare nell’area di Forte Ratti (450 ettari), dove è stata istituita una zona di protezione faunistica grazie all’iniziativa del WWF, che opera in zona dagli anni ’90, a tutela di una zona di pregio naturalistico per la sosta di uccelli migratori e di rapaci diurni e notturni. Il WWF ha realizzato, nel tempo, diffuse e importanti attività di pulizia e di bonifica delle numerose discariche abusive e conduce attività di riqualificazione, educazione, viste guidate. Inoltre, sono stati proposti dal WWF 3 sentieri che sono stati inseriti nella Rete Escursionistica Ligure.

A L’Aquila il riscatto della città passa anche attraverso lo storico Parco Urbano di Collemaggio (4 ettari), area comunale di valore naturalistico nel centro cittadino, dove si svolgono attività periodiche di pulizia, manutenzione del verde ed educazione.

A Messina vengono segnalati gli importanti risultati ottenuti con il progetto dell’Orto Botanico “L’Orto esce dall’Orto” che ha consentito, in aree periferiche e centrali, di inserire piante a rischio di estinzione, supportate da pannelli descrittivi, nell’area dello Stretto di Messina: nei giardini del Museo Regionale di Messina, del Polo Universitario Papardo e nella pista ciclabile litoranea. Inoltre, è stato riqualificato il Parco Ecologico di San Jacchiddu dove, in un’area incolta, è stato realizzato “Il giardino della flora mediterranea”, con specie mediterranee del territorio peloritano.

A Milano viene segnalata l’estesa area di rilevanza naturalistica (di ben 31,8 ettari), situata in zona periferica (in via delle Forze Armate) della Ex Piazza d’Armi di Milano, in cui si ha una ricca e interessante presenza di avifauna protetta, di zone umide, boschetti e radure, che, insieme ad un frutteto diffuso, costituiscono già, di fatto una food forest. Grazie all’attività svolta nel tempo dall’Associazione Parco Piazza d’Armi – Le giardiniere l’area è oggi in un buono stato grazie, tra l’altro, a interventi di pulizia, riqualificazione ambientale, creazione di zone umide, ma anche la realizzazione di orti botanici e sociali.

A Napoli viene segnalata l’area pubblica di valore naturalistico (1,8 ettari) di via Malibran, localizzata in periferia, dove si è potuti intervenire grazie all’accordo tra ASL Napoli 1 e il Comune di Napoli, con il supporto del Comitato cittadino Orto Urbano Parco Fratelli De Filippo, procedendo alla pulizia dell’area e realizzando un percorso naturalistico e un orto sociale che hanno consentito la fruizione di questo spazio verde dove si svolgono numerose attività (educazione, visite guidate, citizen conservation, citizen science, guerrilla gardening).

A Palermo viene segnalato nella vastissima area periurbana (127 kmq) di alto valore naturalistico (per la presenza di SIC e ZPS), l’intervento diffuso di riqualificazione della degradata Valle dell’Oreto – che interessa i territori di competenza dei Comuni di Palermo e Altofonte, Monreale – in via di realizzazione grazie all’impegno del Forum del Contratto di Fiume, grazie a fondi europei e regionali, con attività di pulizia, educative, formative e informative.

A Perugia viene segnalata l’importante operazione di riqualificazione partecipata del parco urbano di viale Sant’Antonio (di 4,5 ettari circa), situato a ridosso del borgo antico nel centro della città. Un’area, seppur caratterizzata da forti pendenze, in cui, oltre alla riqualificazione naturalistica,sono stati realizzati anche un laboratorio didattico per l’apicoltura urbana, un orto urbano e un roseto, grazie all’attività svolta dal WWF, in convenzione con il Comune. Di particolare mportanza il laboratorio didattico che ha coinvolto 600 tra bambini e ragazzi nella progettazione partecipata del parco urbano, oltre che i due progetti finanziati dalla Regione Umbria e dal Ministero per le Politiche sociali.

A Potenza viene segnalato, nell’area della città metropolitana - nel territorio del Comune di Tito -, l’alto valore naturalistico del Bosco Zanfroneto, ricompreso nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. L’area gestita dal Comune è affidata in comodato d’uso all’Associazione Fuori Sentieri che, in collaborazione col WWF, ha realizzato campagne di pulizia e un percorso naturalistico/didattico, oltre a svolgere attività di manutenzione, educazione, informazione, visite guidate.

A Reggio Calabria viene segnalata nella vastissima area costiera della città metropolitana (580 kmq circa), che si affaccia sullo Stretto di Messina, l’attività a tutela dell’avifauna nei 54 siti di interesse comunitario e nella ZPS localizzati nei territori dei Comuni di Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Scilla, Campo Calabro e San Roberto ad opera dei Carabinieri forestali, sostenuti da volontari, che svolgono anche attività educative.

A Roma viene segnalata la consolidata e interessantissima esperienza del cosiddetto Lago Bulicante, unico lago naturale nella zona centrale della capitale, localizzato nell’area (di 4 ettari) dell’Ex Snia Viscosa, nel popoloso quartiere Pigneto-Prenestino, dove dagli anni ’90 esiste, su iniziativa del Comune, il Parco delle Energie, ma anche 1,5 ettari che sono ancora di proprietà privata. Il lago vero e proprio si estende per 10mila metri quadrati ed è profondo 10 metri ed intorno alla zona umida si è sviluppato un ricco ambiente ripariale, con comunità vegetali a salice bianco, pioppo bianco e cannuccia palustre ed è possibile identificare circa 80 specie di avifauna. Nel giugno 2020 è arrivata finalmente la bella notizia dal riconoscimento da parte della Regione Lazio della qualifica di Monumento Naturale, frutto dell’intensa attività svolta dalla reti di associazioni (tra cui il WWF) e di comitati che gestiscono l’area e hanno realizzato interventi di microforestazione, percorsi naturalistici e orti sociali e programmi di educazione e informazione.

A Torino viene segnalata l’area verde pubblica (di 3 ettari) di interesse naturalistico in cui sorge una casa restaurata con annesso parco, di proprietà comunale, sulla Strada Antica Revigliasco (n. civico 77) situata in area perirubana sulla collina di Torino, parte inferiore del Parco della Maddalena.  L’edificio rustico è stato restaurato e l’area verde, totalmente incolta, è stata rinaturalizzata da Pro Natura di Torino – che ha una convenzione ventennale col Comune di Torino - con messa a dimora di varie piante e fiori e la realizzazione di un apiario didattico. Oltre ad operazioni di pulizia e di bonifica, Pro Natura ha anche realizzato percorsi naturalistici e orti sociali.

A Trento viene segnalata la grande aree verde comunale (34 ettari) del Parco Naturale Gocciadoro, gestito dal Comune di Trento dove oltre ad attività di pulizia, sono stati realizzati interventi di drenaggio urbano sostenibile e un percorso naturalistico didattico e programmi di educazione, formazione e citizen science.

A Trieste viene segnalata l’ampia zona verde periurbana (22 ettari) di interesse naturalistico, gestita dal Comune, situata nell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico San Giovanni. Il Parco è stato oggetto di interventi di bonifica, manutenzione e riqualificazione ambientale e ospita un giardino condiviso. Vi si svolgono attività di formazione.

A Venezia viene segnalata l’area verde pubblica di quartiere (di 200 mq) di interesse naturalistica, al centro di Mestre, localizzata in una strada senza nome che attraversa via Bissolati e via Milano, recuperata e riqualificata dai cittadini della zona che assicurano la sua pulizia, hanno realizzato un percorso naturalistico/didattico e svolgono attività di educazione, formazione e informazione. Mentre, viene segnalata alla periferia di Marghera, in una zona di edilizia popolare, l’area di via Palladio gestita dal Comitato di quartiere Orto Cita, che ha realizzato interventi di pulizia, manutenzione, rinverdimento e un orto sociale, nonché programmi di educazione e formazione.  

red/gp

(Fonte: WWF)