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A Trieste un convegno sul ruolo della protezione civile nel censimento dei dati sismici

La giornata sarà dedicata ad illustrare percorsi pratici di raccolta informazioni post-sisma effettuati dai volontari della Protezione Civile come quello del Friuli Venezia Giulia

I moderni sismometri consentono di identificare un terremoto nei primissimi istanti della sua generazione e, in situazioni particolari, di allertare la popolazione anche prima dell'arrivo delle fasi sismiche più dannose. Ma resta importantissima la raccolta delle informazioni sugli effetti sul territorio affidata alla ricognizione umana. Il ruolo dei volontari di Protezione civile nel censimento e nella rapida condivisione degli effetti dei terremoti locali sarà al centro della conferenza "Cosa succede dopo un terremoto? Dai volontari sentinella all'agibilità degli edifici", in programma oggi, venerdì 24 gennaio, nello spazio di Trieste Città della Conoscenza all'interno della stazione ferroviaria di Trieste. 

Alessandro Rebez, ricercatore dell'Ogs (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste, illustrerà il percorso virtuoso intrapreso in Friuli Venezia Giulia per il coinvolgimento dei volontari nella raccolta di informazioni sul livello di percezione e danneggiamento nell'immediato post-evento, dati statistici che completano il quadro di conoscenze del terremoto ottenuto tramite gli strumenti. A seguire, Teresa Tufaro, dottoranda dell'Università di Trieste, proporrà la sua esperienza diretta di neolaureata inserita nelle squadre di ingegneri agibilitatori volontari, organizzate da Ipe - Associazione degli Ingegneri per le Emergenze. Con i terremoti che hanno severamente colpito l'Italia centrale nel 2016, infatti, è entrata in vigore una nuova procedura per i sopralluoghi sintetici di agibilità post-sisma dei fabbricati.

L'appuntamento è il secondo degli eventi collegati alla mostra "Un terremoto per amico", allestita presso la stazione centrale di Trieste, aperta da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 4 alle  17 fino al 14 febbraio prossimo. La rassegna, ideata per familiarizzare con i terremoti e imparare a conviverci limitandone le conseguenze negative e mostrare come la ricerca contribuisca alla prevenzione, è un progetto di Ogs in collaborazione con Trieste Città della Conoscenza, la rete coordinata dall'Assessorato Scuola, Educazione, Università e Ricerca e Decentramento del Comune di Trieste.


Red/cb
(Fonte: AdnKronos)