Ad Aosta si è svolta sabato
la Giornata del Volontariato

Con i primi fiocchi di neve che cadevano a terra i volontari valdostani di otto associazioni specializzate in diversi ambiti  si sono ritrovati ad Aosta per la Giornata delle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile

Dall'alluvione regionale del 2000 fino al recente terremoto che ha sconvolto l'Emilia Romagna, i soccorritori valdostani si sono abituati ad affrontare ogni genere di avversità. Sabato 27 ottobre scorso, quindi, non si sono fatti spaventare dal maltempo che ha portato con sé la prima neve della stagione e si sono riuniti in Piazza Chanoux ad Aosta per la Giornata delle Associazioni di Volontariato di protezione civile.

Otto le associazioni inquadrate nel Coordinamento regionale che si sono ritrovate in piazza, per un totale di oltre 180 volontari operativi: Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Nazionale Alpini, Gruppo Comunale Verres, Gruppo Sommozzatori, Psicologi per i Popoli, Valle d'Aosta Motorsport, Volontari del Soccorso della Valpelline, Unità Soccorso e Ricerca Courmayeur. Questi gruppi, dotati di 20 veicoli oltre a svariate attrezzature specifiche, rappresentano il panorama del volontariato operante nel Sistema di protezione civile della Valle d'Aosta.

Durante la giornata i volontari hanno
illustrato compiti e mansioni a seconda delle varie specializzazioni e delle diverse situazioni di emergenza in cui sono chiamati ad operare, hanno esposto veicoli e attrezzature e hanno svolto alcune dimostrazioni del loro impiego.
"I
l volontariato, da sempre, è stato ed è alla base del funzionamento e dell'integrazione con l'organizzazione istituzionale -
commenta il Presidente della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin - e ha un ruolo sempre più importante, necessario, vorrei quasi dire indispensabile per coordinare al meglio le azioni che di volta in volta vengono messe in campo.
È sicuramente utile far capire, far vedere - prosegue Rollandin - che cos'è l'attrezzatura della protezione civile e come tanti uomini, di diverse associazioni, collaborano con la protezione civile per rendere efficiente il sistema. In caso di intervento, abbiamo contato proprio su questa efficienza del sistema, ossia la protezione civile regionale con il supporto delle associazioni che insieme lavorano contando su mezzi e strumenti. Qui oggi abbiamo l'esposizione di strumenti all'avanguardia, di mezzi pronti per l'intervento, dalle cucine ai campi, al sistema di sommozzatori, insomma la punta avanzata di un'organizzazione che le Regioni hanno voluto, e che noi in particolare come Regione a Statuto speciale vogliamo. Questa è la riprova di come le Regioni contano nel sistema nazionale".

Un volontariato, quello espresso dalle Associazioni, che si è rivelato estremamente dinamico e flessibile, pronto a garantire operatività e qualità degli interventi. Questo ottimo funzionamento è stato visibile con l'emergenza sismica in Emilia, i soccorritori hanno dimostrato quanto la versatilità e lo spirito di sacrifico siano oggi caratteri indiscussi e ben presenti nel bagaglio culturale dei volontari valdostani.

"In tempo di pace si lavora con il sistema regionale di protezione civile e non solo, in un'attività volta alla prevenzione. Cosa vuol dire? Ci si forma, ci si prepara e si fanno esercitazioni. - dice Katia Papandrea, responsabile ufficio pianificazione e logistica dell'emergenza della Protezione civile - In emergenza bisogna essere pronti a partire quando viene attivata la colonna mobile regionale in caso di emergenza fuori dal territorio regionale e quest'anno a maggio siamo stati chiamati a supportare la regione Emilia, e dalla fine di maggio alla fine di agosto, abbiamo installato il nostro campo. Una grande specificità della Regione Valle d'Aosta è quella di avere piccoli numeri di volontari, rispetto ad altri campi che si sono installati in Emilia, ma volontari preparati, professionalizzati e quindi anche con piccoli numeri siamo riusciti a gestire campi comunque grandi. Una specificità che ci riconoscono le altre regioni è poi quella di far diventare la persona che si trova in quel momento a disagio, lo sfollato, parte attiva del campo, nostri collaboratori, anche per un facile rientro alle normali condizioni di vita".


Redazione/sm
Fonte: Regione Valle d'Aosta