Agrigento, rischio crolli:
3 milioni dal Ministero

Dopo il crollo, avvenuto il giorno di Pasquetta, di uno dei palazzi più antichi del centro storico, ad Agrigento si teme per la sicurezza di altri edifici, tra cui la Cattedrale: in arrivo 3 milioni di euro dal Ministero per l'Ambiente che gestirà la Protezione Civile

Dopo il crollo, avvenuto nella mattina dello scorso lunedì di Pasquetta, del palazzo nobiliare Lo Jacono Maraventano, a poche decine di metri da via Duomo e dalla Cattedrale, torna in primo piano la preoccupante situazione del centro storico di Agrigento. Fortunatamente non si sono registrate né vittime né feriti, dato che il palazzo era disabitato da alcuni anni, ma solo qualche giorno prima, in occasione del Venerdì santo, proprio da lì era passata la processione con centinaia di partecipanti. Molta è stata la preoccupazione tra gli abitanti delle vie San Vincenzo e Santa Maria dei Greci che sono scesi in strada e hanno tempestato di telefonate i centralini della Questura e dei Carabinieri. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Agrigento, il personale del 118, agenti della Polizia di Stato, i Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, i funzionari dell'ufficio Tecnico del Comune e il personale della Protezione civile. I Vigili del Fuoco e gli uomini della Protezione Civile, dopo aver escluso la presenza di persone sotto le macerie, hanno effettuato altre verifiche e sopralluoghi, al fine di verificare lo stato di pericolo dell'intera area, dove sono possibili altri crolli.

Il palazzo barocco Lo Jacono Maraventano era tra i più antichi del città e sottoposto, prima dallo Stato, poi dalla Regione, a vincolo e tutela monumentale. Nei mesi scorsi era stato interessato da lavori di messa in sicurezza, attuati dall'Ufficio comunale di Protezione civile, coordinato da Attilio Sciara e dall'assessore Renato Buscaglia. Per garantire l'incolumità pubblica, per tutto il periodo dei lavori di consolidamento, diverse famiglie vennero evacuate e costrette a restare lontane dalle proprie case per mesi. Lo scorso 6 aprile, a meno di venti giorni dal crollo, c'è stato il via libera, per il rientro nelle loro abitazioni, dato che era avvenuta: "l'eliminazione del pericolo". Seppur le ultime piogge possono aver minato la stabilità dell'edificio, riesce difficile non ritenere che qualcosa nell'intervento di messa in sicurezza non sia stato fatto come si doveva. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un'inchiesta per verificare se ci siano state responsabilità nel cedimento dello storico edificio il cui stato di pericolo era noto a tutti, così come la precaria situazione del bellissimo centro storico cittadino.

Ora ad Agrigento si teme anche per la Cattedrale di San Gerlando, monumento del decimo secolo, che negli ultimi mesi ha dato segnali di cedimento talmente preoccupanti che da ormai alcune settimane, dopo i sopralluoghi dei tecnici della Protezione civile, è stato deciso di chiuderla al culto. Anche in questo caso l' edificio è stato soggetto a lavori di restauro e consolidamento, terminati solo cinque anni fa. L' edificio normanno presenta crepe e fenditure molto preoccupanti sulle pareti e sulla scalinata ma, nonostante i ripetuti appelli dell' Arcivescovo Francesco Montenegro, la situazione rimane invariata. La scorsa settimana il Ministero per l´Ambiente ha promesso che giungeranno subito tre milioni di euro - anche se ne servirebbero 15 -  per il consolidamento del costone della collina su cui sorge la Cattedrale, come ha riferito lo stesso sindaco, che a Roma ha partecipato ad una riunione convocata proprio sul Duomo di Agrigento ed alla quale erano presenti  anche il Ministro agrigentino Angelino Alfano che ha promesso che investirà il Governo nazionale dell´emergenza Cattedrale di Agrigento, e l'arcivescovo Francesco Montenegro. I primi tre milioni saranno gestiti dalla Protezione Civile.

Julia Gelodi