Alpinisti bloccati in Friuli, operazione di soccorso più difficile degli ultimi vent'anni

Bloccati da ieri pomeriggio sulla Cima Strugova in condizioni proibitive, i tre alpinisti sono stati raggiunti dal Soccorso Alpino

I Tre alpinisti veneti bloccati da ieri pomeriggio sulla Cima Strugova, elevazione del Gruppo del Mangart nelle Alpi Giulie Occidentali nella zona di Tarvisio (Udine), sono stati finalmente raggiunti dagli uomini del Soccorso Alpino. Le particolari condizioni ambientali e mereologiche rendono l'intervento uno dei più difficili degli ultimi vent’anni.

I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico della stazione di Cave del Predil hanno tentato da ieri sera di raggiungerli, ma l'intervento è stato complicato dal maltempo. Da ieri infatti sta scendendo una fitta neve, mentre la visibilità è ridotta dalla nubi basse. Le temperature hanno raggiunto i -10 gradi. Sempre a causa del maltempo, è stato impossibile usare l’elicottero.

Il progetto degli alpinisti era di risalire la via Kugy alla Strugova, un percorso di 500 metri di dislivello e 1500 metri di sviluppo, e di scendere lungo la via della Vita, ma attardandosi più del previsto sono stati sorpresi dal buio e dalla neve. Già ieri i tecnici del CNSAS, rimasti in contatto telefonico con i tre per tutta la notte, avevano provato a raggiungerli passando per il versante sloveno e il bivacco Brusettini. La squadra di quattro tecnici che li ha raggiunti si è avvicinata attraverso la Cresta delle Ponze, dal Rifugio Zacchi. Altri percorsi erano impraticabili.

Dopo numerosi tentativi, i tecnici del CNSAS hanno raggiunto la cresta intorno alle dieci di mattina, dopo tre ore di cammino lungo la cresta delle Ponze. I tre alpinisti sono stati rifocillati, iniziando così il lento rientro lungo la stessa cresta.

I quattro tecnici hanno legato gli alpinisti con la corda, uno per ciascuno, per iniziare a condurli con molta cautela lungo la cresta affilata, resa insidiosa dalla presenza del vetrato – il sottile strato di ghiaccio che si forma direttamente sulla roccia e che si cela sotto la neve.

La scarsa visibilità rende ancora impossibile l'invio dell'elicottero della Protezione Civile, che è comunque pronto a partire da Tolmezzo in caso di una schiarita: il meteo purtroppo non lascia ben sperare. Incontro ai quattro soccorritori è stata inviata un'altra squadra di tecnici, pronti a recuperare tutti i materiali per rendere più leggera e sicura la conduzione in cordata. Il salvataggio procede la massima concentrazione passo dopo passo. Ci vorranno ancora diverse ore prima che si concluda l'intervento.

red/gp

(Fonte: CNSAS)