CANI DA ASSISTENZA: QUALI PROSPETTIVE IN ITALIA?

Un convegno organizzato dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie avvia un confronto attorno ad un tema molto attuale a livello internazionale

Legnaro (Padova) - "Io non posso entrare". Questo divieto in cui spesso ci imbattiamo sulla soglia di locali pubblici, spinge i proprietari di cani a trovare soluzioni alternative per il proprio compagno a quattro zampe. Ma in alcuni casi tale divieto non tiene lontano solo l'animale, diventando un vero e proprio impedimento per la persona. E' caso di coloro che possiedono un cane d'assistenza, ai quali purtroppo la prescrizione si estende. Ma qual è la situazione normativa in Italia per i cani da assistenza? E quale la situazione in Europa? A queste domande ha cercato di rispondere il convegno Assistance dogs: situazione europea e prospettive in Italia, organizzato dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, in collaborazione con il Ministero della salute sabato 30 novembre, nell'ambito dell'Esposizione canina 2013 a VeronaFiere. Un'occasione per approfondire le diverse realtà dei cani da assistenza, in Italia e all'estero.
"La situazione italiana sui cani da assistenza, ha sottolineato Francesca Martini che, in rappresentanza dell'Ente Fiera ha salutato i partecipanti, registra ad oggi un ritardo rispetto agli altri paesi europei. Servono norme snelle e chiare che permettano di far convivere situazioni di bisogno con animali che siano formati e controllati e che permettano di costruire con la persona dinamiche positive in grado di far vivere meglio entrambi".
"Il Centro di referenza nazionale intende, con il suo apporto nella redazione delle Linee guida nazionali per gli Interventi assistiti con gli animali, portare un contributo nell'affrontare questa tematica" ha aggiunto Luca Farina, Direttore del Centro di referenza nazionale per gli Interventi assistiti con gli animali istituito presso l'IZSVe.
Nel corso del workshop sono stati affrontati molti degli aspetti della realtà dei cani da assistenza: dalla normativa alla situazione internazionale, dalla formazione dell'animale alle potenzialità di sviluppo della relazione con la persona disabile.
Il convegno ha avuto l'onore di ospitare Danny Vancopernolle, presidente dell'Assistance Dogs International Europe e segretario generale Belgian Assistance Dog Federation. "La persona e il cane da assistenza, ha sostenuto, rimangono insieme per tutta la vita, e formano pertanto un team, un team che nel momento in cui esce di casa necessita di diritti di accesso a ciò che troveranno. E questi diritti devono essere sostenuti da una base normativa".
Boris Albrecht, della fondazione francese A&P Sommer ha sottolineato la preferenza francese per il termine "mediazione animale" rispetto a pet therapy. "Non è solo un discorso di terapia, ma più in generale di assistenza alle persone; non solo prive di vista o portatori di handicap, ma anche altre realtà, come ad esempio, le persone senza fissa dimora o i detenuti. Nella realtà carceraria francese il 10% degli istituti penitenziari ha avviato iniziative con i cani, in vista di un reinserimento sociale e professionale dei detenuti, una volta scontata la pena. Inoltre, la mediazione di questi animali sembra favorire il miglioramento dei rapporti interpersonali, molto complessi all'interno degli istituti di pena".
Le testimonianze di Enzo Panelli ed Alessandra Santandrea, persone con disabilità che vivono la relazione quotidiana con il proprio cane da assistenza, hanno permesso di comprendere e contestualizzare il vissuto quotidiano affrontato a volte anche con difficoltà. Sia Enzo che Alessandra hanno raccontato dell'incredibile cambiamento che la relazione instaurata con il loro cane d'assistenza ha portato nella loro vita.
In chiusura dei lavori Rosalba Matassa, dirigente veterinario del Ministero della salute, ha esposto l'impegno del Ministero per far raggiungere ai cani da assistenza lo stesso status giuridico dei cani per le persone prive di vista. "La presenza e l'impegno delle istituzioni in tal senso è un'importante garanzia per il benessere dell'animale e della persona assistita".
I numerosi interventi da parte del pubblico ed il dibattito seguito a ciascuna relazione, confermano quanto le tematiche affrontate costituiscano un argomento sensibile e di ulteriore rafforzamento degli effetti positivi che la relazione cane-uomo può generare. Si tratta ora di permettere che la frase "Non può entrare" venga sostituita da "Benvenuto!".


FONTE: Comunicato Stampa Istituto Zooprofilattico delle Venezie