Centralina sul Vajont
Cosa è emerso dall'incontro

I pareri emersi dall'incontro di venerdì scorso: sentiti il sindaco di Longarone, Roberto Padrin e il presidente associazione superstiti del Vajont, Migotti.

Come ci eravamo ripromessi, abbiamo ricontattato il sindaco di Longarone, Roberto Padrin e l'architetto Migotti, presidente dell'associazione superstiti del Vajont, per avere ragguagli sull'esito dell'incontro tenutosi venerdì sera tra il comune e le associazioni in merito alla possibile costruzione di una centralina elettrica a valle della diga sul Vajont. Il primo cittadino ha spiegato alla nostra redazione che "l'incontro è stato utile per capire le diverse opinioni dei vari interlocutori, ma non decisivo". Seppur siano state espresse delle contrarietà, qualcuno ha ipotizzato persino il ricorso ad un referendum, la maggior parte delle opinioni emerse dalle associazioni presenti è sembrata favorevole all'opera. In linea di massima, se da una parte, per alcuni "la questione morale è insormontabile", dall'altra è "prevalsa la linea di coloro che comprendono la necessità di guardare al futuro". Le perplessità maggiori hanno riguardato l'ingresso dei privati nella gestione dell'opera. Questo è il nodo cruciale della disputa: le concessioni sono in mano ai privati fino al 2022. Proprio per questo, Padrin ci comunica che giovedì prossimo si terrà un consiglio comunale al proposito e prossimamente verrà organizzato un incontro pubblico con i 3 comuni coinvolti.


L'architetto Migotti, chiarisce il suo punto di vista al giornaledellaprotezionecivile.it, dichiarandosi soddisfatto della partecipazione all'incontro: erano infatti presenti oltre 200 persone, che hanno espresso svariati punti di vista, come era nello scopo della riunione con i sopravvissuti. Dopo la presentazione del progetto da parte dei sindaci, è emersa, in linea di massima, una predisposizione favorevole alla realizzazione dell'opera. La proposta, non potendo 'estromettere' i privati, come ci ha spiegato anche il sindaco, è la realizzazione di una società pubblico-privata, che vedrebbe l'amministrazione pubblica detenere il 60% delle quote. I sindaci si sono comunque detti più che disponibili a trovare un accordo con la popolazione prima di procedere. Migotti ha esposto ciò che era emerso dalla riunione del consiglio direttivo allargato dell'Associazione superstiti, cioè le tre richieste: Gestione pubblica dell'opera, coinvolgimento e collaborazione dei cittadini nella realizzazione dell'opera e nell'utilizzo degli utili conseguenti per lavori e migliorie di vantaggio pubblico, e sviluppo del protocollo siglato nel 2000 sulla 'memoria', per la realizzazione di iniziative e infrastrutture in questo senso. Il prossimo passo sarà un incontro con tutta la popolazione e un un primo interfacciarsi con i privati. Siamo ancora in una fase di "fattibilità e c'è ancora parecchia strada da fare".



Julia Gelodi