Coronavirus, l'Alto Adige stabilisce misure restrittive diverse

Posticipati rispetto al resto d'Italia gli orari di chiusura di bar e ristoranti, aperti cinema e musei

L'Alto Adige, muovendosi nella scia delle regole stabilite dal dpcm 24 settembre per tutto il territorio nazionale per contenere il contagio da coronavirus, ha emanato un'ordinanza con le misure restrittive previste per il territorio. Le maggiori differenze riguardano gli orari di chiusura di ristoranti e bar, posticipati rispetto al resto d'Italia, la decisione di tenere aperti cinema e teatri e la chiusura di centri commerciali il sabato e tutti i negozi la domenica.

“Di fatto – spiega Kompatscher – reperiremo gran parte del nuovo Dpcm nazionale con alcuni adattamenti alla realtà locale in virtù dei margini di manovra che ci sono concessi dalla nostra autonomia e dalla legge provinciale sulla fase 2 dello scorso maggio”. Diversamente dal livello nazionale, in Alto Adige i bar devono chiudere alle ore 20 e i ristoranti alle ore 22, ma dalle ore 18 la somministrazione di cibi e bevande potrà avvenire solamente al tavolo, con posti assegnati ed un massimo di 4 persone per tavolo, eccezion fatta per i familiari conviventi. Vi sarà, inoltre, il divieto tassativo di consumazione in piedi, sia nei pressi dei locali, sia sul suolo pubblico.  

Tra le ore 23 e le ore 5, gli spostamenti al di fuori del proprio domicilio sono possibili solo con autocertificazione e per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre, anche durante il resto della giornata, viene fortemente raccomandato di ridurre al minimo indispensabile tutti gli altri spostamenti e gli incontri con persone non conviventi. “Siamo consapevoli del fatto che queste misure, che in alcuni casi sono più stringenti rispetto a quelle del resto d’Italia, incidono purtroppo in maniera drastica sulle nostre libertà individuali – commenta Kompatscher – ma l’esigenza irrinunciabile di tutelare la salute pubblica ci impone di intervenire per bloccare alla fonte le radici del contagio, che si dimostrano sempre più spesso legate a feste e occasioni di ritrovo”. I servizi di trasporto pubblico di linea proseguono secondo gli orari previsti, ma con una capienza massima pari all'80% dei posti.

Anche in Alto Adige vi è l’obbligo di indossare la mascherina di protezione non solo al chiuso, ma anche all’aperto dove non vi sia situazione di isolamento. Previsto l’obbligo di chiusura già nella giornata di sabato per i centri commerciali, eccezion fatta, al loro interno, per gli esercizi che vendono generi alimentari, mentre la domenica tutte le attività commerciali, ad eccezione delle farmacie di turno, devono rimanere chiuse. A partire da mercoledì 28 ottobre, inoltre, in tutte le scuole superiori la didattica a distanza dovrà coprire almeno il 50% delle ore di lezione. “Vogliamo continuare a garantire l’istruzione in presenza per assistenza alla prima infanzia, scuole materne, scuole elementari e scuole medie – sottolinea Kompatscher - un’ulteriore valutazione verrà fatta assieme alle Intendenze scolastiche durante la settimana di vacanza prevista per l’inizio di novembre”.  

Per quanto riguarda lo sport, tutti gli eventi ammessi devono svolgersi a porte chiuse, ovvero senza presenza di pubblico, e potranno proseguire solamente i campionati professionistici e quelli dilettantistici di carattere nazionale ed internazionale. Nel caso del calcio, ad esempio, dovrà fermarsi anche il campionato di Eccellenza. Chiuse palestre e piscine, eccezion fatta per gli allenamenti organizzati delle società di nuoto affiliate alla federazione. Al divieto generalizzato di organizzare eventi e manifestazioni pubbliche, fanno eccezione i cinema, nonchè gli spettacoli e le manifestazioni che si svolgono all'interno di teatri e sale da concerto, dove sono ammesse al massimo 200 persone e non sarà comunque possibile distribuire cibi e bevande. Assemblee e riunioni devono svolgersi in video-conferenza tranne che nei casi dove questa formula non fosse possibile, mentre sono chiuse sale da gioco e sale scommesse.

In conclusione, Arno Kompatscher ricorda che “per le zone maggiormente problematiche potranno essere adottate misure anche più stringenti”, e ribadisce l’appello alla popolazione a rispettare le regole riguardanti utilizzo delle mascherine, distanziamento e igiene delle mani. “Comportandoci in maniera responsabile possiamo tenere la situazione sotto controllo dal punto di vista sanitario, evitare misure ancora più drastiche e tornare in tempi più rapidi ad una vita il più possibile normale”. 

Anche in Trentino, ha anticipato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, sono in corso approfondimenti per consentire un maggior respiro sia sul fronte della didattica come pure su quello di attività economiche quali ristoranti e bar.

red/mn


(fonte: Provincia Autonoma di Bolzano)