Fonte twitter Vigili del fuoco

Incendi L'Aquila, chiesto lo stato di emergenza

Da quattro giorni i boschi tra il Gran Sasso e i Monti della Laga continuano a bruciare. In fumo 700 ettari di boschi. E l'Abruzzo chiede aiuto al Governo

Ancora grave la situazione roghi a L'Aquila, dove da giovedì 30 luglio bruciano per roghi dolosi centinaia di ettari boschi tra la zona tra Arischia (all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga) e Pettino, quartiere del capoluogo di regione. Sono 8 i mezzi aerei attivi, tra cui 4 canadair, e decine gli uomini sul campo. "Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all'ambiente, all'economia, al lavoro e al turismo", stima Coldiretti sugli effetti degli incendi divampati in Italia, in particolare a L'Aquila e in Sicilia.

Il Comune dell'Aquila ha chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza per il territorio comunale del capoluogo d'Abruzzo, a causa degli incendi che stanno interessando per il quarto giorno le zone dei quartieri di Pettino e Cansatessa e la frazione Arischia, ha deciso la Giunta comunale. La deliberazione è stata inoltrata alla Regione Abruzzo, perché provveda a sostenere la richieste dell'ente al Governo ai fini dell'emanazione del provvedimento di stato di emergenza. La delibera approvata parte della considerazione "dell'estensione dei fenomeni e dell'estrema gravità del danno; pertanto - è scritto nel provvedimento - si profilano come indifferibili ed urgenti diversificate misure di difesa del territorio e di protezione della popolazione, misure straordinarie ed emergenziali che sono di impossibile attuazione per l'amministrazione Locale e per i soggetti colpiti e che si ritengono anche superiori alle possibilità di intervento della Regione Abruzzo".

"Gli incendi - ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi - hanno finora interessato circa 700 ettari delle zone boschive che si trovano sopra i quartieri di Cansatessa e Pettino, densamente abitate, con un numero di residenti superiori a 10.000, e dell'abitato di Arischia, dove vivono 1.800 persone. Inoltre i danni rilevanti del patrimonio boschivo ricadono parzialmente all'interno del perimetro del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga".

"La dichiarazione dello stato di emergenza - ha proseguito Biondi - è necessaria sia per l'applicazione delle procedure utili per incrementare l'azione finalizzata a un contenimento ancora più efficace degli incendi, sia per avere un'opportuna copertura delle spese elevatissime che Comune e Regione stanno sostenendo e dovranno sostenere ancora. I costi, peraltro, non sono sono quelli da sostenere per l'emergenza in corso, ma anche quelli del post incendio, quando i vigili del fuoco dovranno effettuare una ricognizione puntuale sull'area interessata con i droni e si dovrà procedere con le necessarie operazioni di bonifica".

Red/cb
(Fonte: Ansa)